Cina, ergastolo al numero 2 del controllo qualità e della quarantena

venerdì 19 giugno 14:41 - di Laura Ferrari

Scandalo corruzione in Cina. L’ex numero due dell’Agenzia per il controllo della qualità, delle ispezioni e della quarantena Wei Chuanzhong, è stato condannato all’ergastolo per corruzione dal Tribunale del popolo di Chenzou, nella provincia di Hunan. L’agenzia è stata nel frattempo sciolta. Fra il 2011 e il 2019 Wei ha sfruttato le sue cariche per trarre vantaggi personali e intascare oltre 123 milioni di yuan (17,35 milioni di dollari).

Il processo che ha fatto scalpore in Cina

Wei, ex vicedirettore dell’ormai defunta amministrazione generale della supervisione della qualità, ispezione e quarantena, “aveva perso i suoi ideali e le sue convinzioni”, ha dichiarato un portavoce del Partito comunista cinese.  L’indagine interna ha scoperto che Wei ha approfittato dei suoi incarichi per ottenere benefici per parenti e tangenti in transazioni commerciali, promozioni del personale. Ignorando le normative rigide del Partito comunista cinese, Wei ha investito in società private e ha accettato regali. Nello scandalo che ha travolto il Pcc e il suo alto funzionario, hanno fatto scandalo anche episodi boccacceschi. Il mandarino comunista avrebbe approfittato del suo ruolo per ottenere favori sessuali.

Le accuse contro il responsabile del controllo qualità e quarantena

Inoltre, come riporta China Daily, Wei, collaborando con alcuni manager di imprese private e usando il suo potere e la sua influenza per cercare benefici per loro, aveva accettato tangenti senza farsi scrupoli.  “Wei ha gravemente violato il codice di condotta del Partito. In particolare, in materia di organizzazione, governance pulita, lavoro e vita. Inoltre non ha mostrato segni di moderazione anche dopo il 18 ° Congresso Nazionale CPC”, si legge ancora nella nota.

Il tribunale ha condannato il presidente della Cina Inspection and Testing Society alla confisca di tutti i suoi beni personali. Le autorità di Pechino hanno anche trasferito tutti i guadagni illeciti al Tesoro nazionale.  Wei si è dichiarato colpevole, ha mostrato pentimento e ha restituito “volontariamente” parte dei suoi guadagni illeciti. (Foto China Daily)

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