Casamonica, dallo schiaffo educativo alle borse di lusso acquistate a via Condotti (video)

martedì 16 giugno 16:26 - di Paolo Lami

Intercettazioni, audio e video, oltre al ruolo fondamentale delle dichiarazioni di 4 collaboratori di giustizia: è così che si è arrivati all’operazione di oggi contro il clan Casamonica a Roma.

Che ha portato ad un maxisequestro antimafia di beni da confiscare per 20 milioni di euro. E a decine di arresti con le accuse, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, estorsione, usura e intestazione fittizia di beni.

Nell’operazione, scatta alle prime ore di questa mattina, sono stati  impiegati più di 150 uomini della Polizia del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato Romanina.

Importanti in particolare le dichiarazioni di un membro “intraneo” alla famiglia. Che ha potuto tracciare l‘organigramma dell’organizzazione. E riferire in merito alle attività delittuose perpetrate.

Ma, soprattutto, spiegare le dinamiche interne al gruppo, impossibili da ricostruire in altro modo considerato l’utilizzo del sinti, lingua difficilmente decifrabile.

Grazie a queste dichiarazioni è stato possibile non solo riscontrare i singoli episodi delittuosi ma, soprattutto,  dimostrare “l’esistenza di un sodalizio criminoso – spiegano investigatori e inquirenti – caratterizzato, nel suo operare, da modalità evidentemente mafiose”.

Gli accertamenti hanno delineato uno scenario per certi versi sorprendente. E mettono in luce elementi in parte inattesi. Come il ruolo che aveva una donna nell’organizzazione dei Casamonica.

È Gelsomina Di Silvio, 65 anni, moglie di Ferruccio Casamonica. Che, assieme alla figlia Sonia 40 anni, moglie di Guerrino Casamonica, cura i rapporti con il gruppo familiare riconducibile a Giuseppe Casamonica.

È proprio Gelsomina Di Silvio a trovare una quadra nel momento in cui esplode una specie di faida interna per questioni sentimentali fra i due rami della famiglia. Una vicenda in stile Giulietta e Romeo fra zingari.

Ma non solo. Una collaboratrice che ha consentito, con le sue dichiarazioni di aprire uno squarcio sul clan Casamonica, ha rivelato che non c’e, nella famiglia, un vero e proprio capo dei capi, come poteva essere Totò Riina per Cosa Nostra.

E ha spiegato che, laddove sorge un problema, diventano tutti famiglia e branco. Rafforzando quel vincolo familiare che è la vera forza dei Casamonica. Assieme alla capacità di intimidazione. E al cognome e alla fama che li precede. E che fa paura alle vittime designate.

Un altro aspetto, che colpisce l’immaginario collettivo, emerso dalle indagini e dai racconti dei collaboratori, è la grande quantità di denaro che i Casamonica sono riusciti ad accumulare con l’usura e con altre attività delittuose.

A volte talmente tanto denaro che i Casamonica si vedono quasi costretti ad investirlo acquistando costosissimi orologi.

Il tenore di vita dei Casamonica è altissimo.

Non mangiano a casa, racconta la collaboratrice. Vanno sempre al ristorante. E fanno shopping nelle vie del lusso. Come via Condotti, a Roma, di fronte a piazza di Spagna.

Lì le donne del clan vanno a rifornirsi di borse da 4.000 euro. E “c’è una che le serve”, rivela la collaboratrice.

Per chi non paga alle richieste del clan, ha spiegato sempre la collaboratrice agli investigatori, sono botte e minacce. I Casamonica lo chiamano lo “schiaffo educativo”. Serve per convincere le vittime. E anche per ribadire che i Casamonica comandano a Roma. E non solo.

“No educativa…pam secca, tu c’hai una bella mano quindi quando gliel’hai data, ‘pam’ si è sentito un bello scrocchio, secca, educativa…- dice Danilo Menunno a Danilo Pace che ha dato un ceffone a un usuraio per recuperare il prestito fatto da Cristian Casamonica. – Infatti hai visto non è che gli è uscito il sangue o  niente… …. è..invece gliel’hai data educativa solo per dire :”pezzo di m.. che voi l’altre?”

Certi racconti, intercettati dagli investigatori, la dicono lunga anche su certe vanterie e su quello stile guascone che contraddistingue la famiglia di zingari della periferia est di Roma. “Dopo il funerale di Vittorio, mi hanno chiamato da tutto il mondo”, dice uno del clan.

Il riferimento, orgoglioso, è al famoso funerale di Vittorio Casamonica con tanto di carrozza nera e dorata, trainata da sei cavalli, la banda che suona, all’esterno della chiesa, la musica del Padrino ed un elicottero che spargeva petali di rosa sul corteo funebre accompagnato da dodici lussuosissime limousine. Uno schiaffo a Roma, oggi, solo in parte, vendicato.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Giuseppe Forconi 17 giugno 2020

    Nuovamente, …..c’e’ poco da commentare e poi cosa si dovrebbe scrivere?
    Io direi solo, bravo governo inetto, sei peggio dei casamonica.

  • Emergenza Coronavirus

    In evidenza

    News dalla politica