Silvia Romano, gioia e richiesta di fermezza nella reazione della Meloni

lunedì 11 maggio 10:46 - di Lucio Meo

Il messaggio è di soddisfazione, ma anche di fermezza. Giorgia Meloni, leader di FdI, mette le cose in chiaro col governo: va bene la festa per la liberazione di Silvia Romano, ma nessuno sconto si può fare ai suoi rapitori.

La goia e i dubbi di Giorgia Meloni

“Mi aspetto che il Governo italiano si mobiliti per stanare i carcerieri e i rapitori di Silvia Romano perché il messaggio che non può passare è che rapire un italiano sia un buon affare o remunerativo. Quindi dopo i doverosi festeggiamenti per il rientro di Silvia, dobbiamo far capire che l’Italia sarà implacabile con chi si permette di sequestrare i nostri connazionali”. Le parole della Meloni arrivano nel giorno in cui la politica si è spaccata, con il tentativo della sinistra di strumentalizzare perfino la liberazione di un ostaggio.

Le domande che si pone Salvini

“Ieri era la festa della mamma, quindi era la giornata della gioia, per quella mamma, per il papà, per la
famiglia, per gli amici, della ragazza liberata. Quando si libera dopo diciotto mesi di prigionia una ragazza di 24 anni è il momento della festa. Poi sentivo i vostri ascoltatori, leggevo i giornali e, certo, qualche domanda deve avere una risposta… Ho letto che Silvia si è convertita all’Islam, ma ricordo sotto voce che nel Paese in cui è stata rapita, il Kenya, a proposito di diritti umani, l’Islam è fuori legge ed è punito con la prigione. In quel paese le donne valgono molto meno dell’uomo perché l’uomo può sposare quante donne vuole e la donna no, visto che c’è la poligamia per legge”. Lo ha detto Matteo Salvini a ‘Rtl102.5’, parlando della liberazione di Silvia Romano.

Commenti

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  • fazio 11 maggio 2020

    sono contento che sia stata liberata però se si continuano a pagare riscatti e come dire continuate a rapire italiani che tanto poi i soldi per comprare armi ve li diamo noi.
    Bisogna fare una legge che obblighi le ONG che operano in quei paesi a rischio a fare una assicurazione per i loro volontari.
    Poi se il governo può fare questi accordi allora sono validi tutti pure quelli stato- mafia.

  • giovanni vuolo 11 maggio 2020

    Ormai rapire un italiano è diventato un vero affare. Poi, quando tornano, sono tutti convertiti e reazionari, ed il fatto che i contribuenti abbiano pagato di tasca loro, è solo un trascurabile quanto scomodo dettaglio. Nel caso odierno, questa signora è partita per fare l’eroina, si è sposata, è rimasta incinta e si è convertita; davvero non si capisce da cosa l’abbiamo liberata. Probabilmente potremmo anche andare incontro ad una stagione di falsi rapimenti, visto che rendono più di una lotteria. Sarebbe ora, che chi parte per liberare gli oppressi, si assumesse le proprie responsabilità, e ne pagasse le conseguenze, come succede con tutti gli stranieri. Gli altri Paesi non si piegano ai ricatti, perché sanno che pagare, significa mettere a serio rischio tutti gli altri connazionali; e sono inviperiti contro l’Italia; ma io ho il sospetto, che forse qualcuno ci guadagni : infatti chi può controllare quanti soldi effettivamente giungono ai rapitori? Infine proporrei che le somme sborsate, vengano quantomeno restituite all’Erario, ovviamente nei limiti del possibile. È immorale pagare milioni di euro come regalo di nozze, mentre la popolazione non riesce a ritirare i 600 euro dall’INPS per sopravvivere al coronavirus. È l’ora di dire BASTAAAAA !!!!!!

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