Russiagate, l’ira della Pelosi dopo il dietrofront su Flynn: “insabbiamento”. Barr: “io applico la legge”

venerdì 8 maggio 15:54 - di Roberto Frulli
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Botta e risposta sul Russiagate fra Nancy Pelosi e l’attorney general, William Barr.
La polemica dopo che il Dipartimento di giustizia americano ha lasciato cadere le accuse contro l’ex-consigliere alla Sicurezza nazionale, Michael Flynn. Messo  in stato di accusa dal procuratore speciale Robert Mueller. Che lo accusava, inizialmente, di aver mentito all’Fbi sui suoi contatti con la Russia. I.n

Un inatteso colpo di scena nel Russiagate che ha indispettito la Pelosi. Per la senatrice non ci sono dubbi. Si tratta di “insabbiamento”.

Ma l’Attorney general, William Barr, si difende dalle nuove accuse di svolgere il suo ruolo al servizio del presidente Trump sul Russiagate. E replica duramente alla senatrice dem.

“Sono – dice – al servizio della legge. Faccio il mio dovere applicando la legge”.

In un’intervista alla Cbs, il ministro della Giustizia ha affermato di “non essere stato assolutamente” influenzato dal presidente nella gestione del caso dell’ex-Consigliere per la Sicurezza Nazionale.

“Avevo detto chiaramente durante le audizioni di conferma che avrei indagato su quello che è successo nel 2016. E nel 2017, ero stato perfettamente chiaro – ha aggiunto Barr.- Ero molto preoccupato per quello che era successo. E volevo vederci chiaro. E questo comprendeva il modo in cui è stato trattato il generale Flynn“.

Nei giorni scorsi sono stati pubblicati documenti riservati del fascicolo del caso Flynn. Fra questi alcune mail degli agenti dell’Fbi che hanno condotto il suo interrogatorio. Mail che proverebbero un intento persecutorio, teso ad “incastrarlo”, hanno denunciato i suoi legali.

E ieri il Dipartimento di Giustizia ha detto di non credere che vi siano prove a carico contro Flynn. Mettendo, così, in dubbio le basi investigative dell’inchiesta sul Russiagate.

“Non si può stabilire che sia stato commesso un crimine. Non avevano le basi – ha detto Barr riferendosi agli agenti dell’Fbi – per avviare un’inchiesta di contro spionaggio a carico di Flynn in quel momento”.

E riguardo all’ammissione di colpevolezza da parte dell’ex-consigliere di Trump, l’Attorney general ha affermato: “a volte la gente si dichiara colpevole di cose che alla fine non risultano essere crimini”.

Trump ieri sera ha esultato per la decisione del Dipartimento, scagliandosi contro gli agenti dell’Fbi “corrotti, disonesti e feccia umana” che l’hanno incastrato “con l’obiettivo di far cadere un presidente”.
Trump si è augurato che “venga pagato un grande prezzo” per questo comportamento.

Mentre sono arrivate dure condanne da parte dei democratici. Che hanno rinnovato la richiesta di dimissioni di Barr.

Il ministro si è detto “pronto” ad affrontare queste critiche.
“Penso che sia triste che al giorno d’oggi i sentimenti di parte siano così forti che la gente ha perso qualsiasi senso della giustizia – ha concluso Barr. – Ed i gruppi che, di solito, si preoccupano delle libertà civili e che le procedure appropriate siano seguite, ora sembrino ignorarle. E sono pronte a distruggere le vite delle persone e permettere grandi ingiustizie”.

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