Renzi, il raglio del somaro. Qualcuno gli dica che non è il genio che crede di essere

sabato 16 maggio 10:21 - di Maurizio Gasparri
Renzi

Per i veri giornalisti i titoli sono tutto, perché in essi è racchiuso il senso di un’opera. “La mossa del cavallo” è il titolo del nuovo libro di Matteo Renzi e già ne possiamo immaginare i contenuti. Forse l’autore ha voluto spiegare la sorprendente iniziativa presa qualche mese fa annunciando l’appoggio ad un governo con quei grillini che fino ad un attimo prima aveva sommerso di insulti.

Renzi spopolava con slide a Palazzo Chigi

Ma anche in questo caso, il titolo sarebbe sbagliato. Chi di titoli se ne intende, suggerisce un più calzante: “Il raglio del somaro”. Prima o poi bisogna che qualcuno lo incominci a dire, anche con simpatia e quasi con affetto, all’ex rottamatore fiorentino che non è quel genio che crede di essere. Ha avuto indubbia capacità di crescita e di comunicazione. Ancora ricordiamo quando spopolava con slide a Palazzo Chigi annunciando vendite di auto blu poi sostituite con un aereo di Stato tra i più costosi del mondo occidentale. O quando prometteva cose che non ha mai realizzato con un tono da piazzista che oggi Conte cerca di imitare.

Ha dimostrato di non essere l’astro nascente

Del resto, la tendenza al marketing abita un po’ in tutti i settori della politica. Solo che alcuni hanno avuto un successo più durevole e una percentuale di promesse attuate superiore facendo apparire Renzi un banale televenditore. Stando ai fatti, cambiare titolo all’opera è quindi doveroso. Renzi era arrivato al 40% alle Europee del 2014, era seduto a Palazzo Chigi quale giovane astro nascente della politica italiana, era alla guida di un partito grande e appartenente alla famiglia storica della politica italiana, il Pd. Aveva realizzato una riforma importante, riuscendo a far passare in Parlamento un impianto costituzionale rinnovato.

Renzi e il raglio del somaro

Aveva un patto con quello che era l’incontrastato leader del centrodestra, Berlusconi, il quale, facendo prevalere il pragmatismo sull’orgoglio, aveva varcato la soglia del Nazareno sancendo quell’accordo che poi Renzi ha fatto venir meno per la sua bulimia. Ora invece è a capo di un partitino da percentuali ridicole, sulle riforme ha registrato una sconfitta referendaria clamorosa, riuscendo con un impegno inimmaginabile a coalizzare tre quarti del Paese contro di lui. Insomma, se Renzi è un destriero vincente solo perché adesso riesce a raccattare qualche sottosegretario grazie a un pugnetto di voti in parlamento e a tenere un governo in piedi solo con il ricatto, complimenti! Altro che mossa del cavallo. È il raglio del somaro.

Commenti

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  • Altiero 17 maggio 2020

    Naturalmente i commenti scomodi non vengono pubblicati…siete abituati a questo livello di comunicazione.Il confronto democratico non appartiene al vostro modo di essere. L’eliminazione di Giolitti ha fatto scuola,una volta per tutte…Naturalmente….VERGOGNA!!

  • Alberto 17 maggio 2020

    Gasparri come al solito è capace solo di insulti; è la sua natura e la sua formazione per così dire “culturale”,ma che di culturale non ha nulla.Da parte mia non avrà neanche gli stessi insulti,perché non intendo scendere al suo livello,visto che la stagione degli odi i vecchi fascisti non riescono a scrollarsela di dosso:fa parte del loro modo di essere…

  • Anna De Santis 16 maggio 2020

    Curzio Malaparte: “Perché, di fronte a un toscano, tutti si sentono a disagio? Risposta ovvia, per Malaparte: di gran lunga più intelligente degli altri italiani, e libero – la libertà dipende dall’intelligenza –, il toscano è spregioso, disprezza tutti gli esseri umani per la loro stupidità. Per di più è sboccato, insolente, crudele, fazioso, cinico e ironico.
    Stava oarlando di Renzi?
    Cassandra

  • filippo 16 maggio 2020

    Sono stato sempre convinto, che il dualismo tra Conte e Renzi non è mai esistito. Soltanto messa in scena,altrimenti sarebbero costretti a lasciare le poltrone. I cinque stelle ne sono la prova.

  • aldo 16 maggio 2020

    Bisogna ricordarsi le origini: ripescato dalla piena dell ‘arno a rignano, famiglia di onesti contadini. Soprannome: i’ bomba!
    Come diceva peppino de filippo: ……e ho detto tutto……

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