Passaporto sanitario, il sindaco di Trapani: “Polemica stucchevole. Che c’è di male a fare un test?”

sabato 30 maggio 16:49 - di Redazione

Patente sanitaria. Polemiche e chiarimenti. “Per quale ragione un cittadino può sottoporsi alla misurazione della temperatura per entrare in un qualunque negozio e non può fare un’analisi del sangue prima di andare in un’altra regione?”. Il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, parla di polemica stucchevole.

Il sindaco di Trapani: troppe polemiche

“Nessuno vuole alzare muri o fare liste di proscrizione”, dice all’Adnkronos. “Meno che mai io, che amministro una città che è il porto dell’Europa nel Mediterraneo. Ma qui si tratta di garantire la sicurezza dei miei concittadini. E di chi arriva. E questo vale sia per chi viene, sia per chi  spostarsi in altre regioni d’Italia”.  Il primo cittadino chiarisce che non è interessato a patenti di immunità o passaporti sanitari. “Dico solo che, siccome la salute è interesse di tutti, fare un test velocissimo servirebbe come messaggio sociale per tranquillizzare tutti”.  Il test per Tranchida andrebbe fatto sia nel luogo di partenza che in quello di in arrivo. Ripetuto poi ogni 8-10 giorni. “E’ una cosa semplicissima e i prelievi potrebbero farli anche i volontari. Mica serve un medico con 800 lauree”, sbotta il primo cittadino, spiegando che lui stesso fa periodicamente i test. “Vengo in contatto per il mio ruolo con tanta gente, ho fatto anche il tampone. Non vedo dove sia il problema”.

Sono del Pd ma il governo ha fatto stupidaggini

Il sindaco di Trapani del Pd  non lesina critiche al governo Conte. “Ragiono con la mia testa perché non ho né padrini né padroni. Un controllo capillare spingerebbe gli italiani ad andare in vacanza più tranquilli, altro che voucher. Io avrei fatto meno spot, pagato meno bonus vacanze. Una misura stupida. E avrei potenziato di più un servizio sanitario che funzioni. Ma viviamo in una Repubblica delle patate, con un governo che va avanti con slogan politici vergognosi”. Nella città che amministra dal 18 aprile non si registrano nuovi contagi. Merito anche delle sue prese di posizione. “Ho fatto ‘cazziatoni’ di quelli brutti sui social e in tv, dicendo che avrei stretto le maglie. Perché con la salute non si scherza”, dice sorridendo. Ma a fare di Trapani oggi una città Covid-free è stata una molteplicità di fattori. “Sicuramente l’isolamento geografico. Poi un’azione forte di controllo di vigili urbani e forze dell’ordine. Infine, un’assunzione di responsabilità da parte dei miei concittadini. Anche loro sono diventati dei controllori, mi hanno mandato video, messaggi segnalandomi di volta in volta le situazioni di pericolo”.

Adesso, però, allentate le restrizioni l’attenzione resta massima. “Non ho aperto il mercatino del giovedì, una struttura in grado di movimentare 2.500 persone. Sto cercando delle soluzioni per contenere il numero degli operatori. E, indirettamente, il flusso delle persone. A costo di diventare il sindaco più impopolare della Sicilia fino a quando non avrò garanzie non ne disporrò l’apertura”.

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