Palamara, Salvini addita giornalisti e media complici che tacciono: “il silenzio degli indecenti”

domenica 24 maggio 10:57 - di Redazione

Utilizza una frase ad effetto – “è il silenzio degli indecenti” – il leader della Lega, Matteo Salvini, per bollare il comportamento imbarazzato di alcuni media e giornalisti sulla grave vicenda delle intercettazioni e sul caso Palamara.

Dalle carte dell’inchiesta di Perugia su Palamara sono emersi attacchi pesantissimi a Salvini da parte di alcuni magistrati, tra i quali l’ex-presidente dell’Anm. Ma, soprattutto, un imbarazzante sistema di complicità fra alcuni giornalisti e alcuni magistrati, come Palamara. Un do tu des che umilia la stampa e la magistratura.

“Più delle frasi di Palamara – afferma Salvini – mi ha impressionato il silenzio vergognoso e complice dei media italiani”.

“Timidi trafiletti sui giornali, qualche secondo dei telegiornali”, riflette Salvini.

”Se le stesse parole (”Ha ragione, siamo indifendibili, ma il ministro va attaccato” è il senso, ndr) fossero state indirizzate a un ministro del Pd o del M5s – dice il leader leghista – oggi ci sarebbero processi, indignazione, speciali dei tg, caschi blu”.

“Trovo – accusa Salvini – che sia una complicità silenziosa. È una vergogna, ma ci sono abituato”.

Per il leader della Lega “il problema non è Salvini, ma il cittadino italiano. Che da oggi ha il diritto di pensare che non sarà giudicato in base alla legge. Ma in base alle simpatie e al colore politico”.

”Ringrazio La Verità per lo scoop a nome dei 20.000 innocenti passati per il carcere. Anche se quell’incapace del ministro Bonafede – ricorda Salvini – sostiene che in galera vanno solo i colpevoli”.

”La giustizia va riformata. E quando torniamo al governo ci concentriamo su questo”, promette il segretario leghista.

Una riforma che, ad avviso di Salvini, va fatta “per ristabilire i diritti degli italiani perbene”.

“Un anno fa due bambini di 11 anni sono stati falciati dal Suv guidato da un mafioso ubriaco e drogato. – ricorda il segretario della Lega –  Al processo, la richiesta è di 10 anni. Significa che il colpevole fra tre anni è fuori. La vita di due bambini vale tre anni di pena? Mi sembra agghiacciante”.

“La riforma” della giustizia, assicura Salvini, “la organizzeremo con la magistratura e l’avvocatura“.

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