Mascherine, il click day per i rimborsi è una beffa. Ma Arcuri se ne frega: abbiamo fatto un lavoro ottimo

sabato 23 maggio 15:40 - di Francesco Severini
mascherine

Mascherine e dispositivi di protezione per i dipendenti: le imprese possono dire addio ai rimborsi. Non solo: il Bando Impresa Sicura di Invitalia, di cui ora sono pubblici i risultati, si rivela una beffa. I 50 milioni di euro disponibili (una miseria rispetto a quanto necessario, cioè 1,2 miliardi di euro) in un secondo e mezzo sono volati via. Assegnati in base all’assurdo meccanismo del click day. Meccanismo che premia chi invia per primo la domanda.

Mascherine, 50 milioni assegnati in un secondo

Il giorno fissato per cominciare a prenotare i contributi è stato l’11 maggio, a partire dalle ore 9 del mattino. In teoria – scrive Il Giornale – “ci sarebbe stato tempo per presentare la richiesta di partecipazione al bando fino alla data del 18 maggio ma, già il giorno 11, un secondo dopo l’avvio dell’operazione, i soldi erano finiti”.

Solo 3150 domande approvate

“Dopo appena un minuto dall’apertura dello sportello, avvenuta puntualmente alle ore 9 – fa sapere Invitalia con una nota – erano già state effettuate 59.025mila richieste di prenotazione da parte di 42.753 imprese per un importo di 498.841.142 euro”. Le domande approvate sono solo 3150, un altro gigantesco flop.

Gli imprenditori sospettano un trucco

Alcuni imprenditori sostengono che era impossibile inserire online in un secondo il codice fiscale, la partita Iva e l’importo richiesto. Come è possibile, si chiedono, che i primi in assoluto siano riusciti a compilare tutto in meno di due millesimi di secondo e a cliccare pure un captcha (il sistema che si accerta che a eseguire l’operazione sia una persona e non un robot) e a premere invio?

Arcuri: non c’è stato alcun intoppo

Naturalmente, dinanzi a questo schiaffo alle imprese, l’amministratore delegato di Invitalia e commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri, difeso a spada tratta da Conte, non ha nulla da rimproverarsi, anzi parla di lavoro ottimo: “Il governo ha proposto una norma che si chiama Impresa Sicura, che ha stanziato 50 milioni per rimborsare le imprese che hanno dovuto acquistare le mascherine e i dispositivi in funzione del propagarsi del Coronavirus”.

“Il Governo – continua – ha affidato ad Invitalia, come spesso fa, l’attuazione di questa norma e ha stabilito che la modalità per attuarla fosse un click-day. Invitalia, con la solita efficacia e la solita capacità, ha svolto il compito che il Governo le ha chiesto: non c’è stato nessun corto circuito, non c’è stato nessun cattivo funzionamento del sistema, non c’è stato alcun intoppo nel lavoro che Invitalia ha svolto”.

Commenti

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  • marco sulpasso 28 maggio 2020

    invece non sono d’accordo con il Ministro. Una cosa corretta che si dovrebbe fare è aprire una inchiesta in merito e poi riferire sui risultati dell’inchiesta. Questo per rispetto alle 290.000 imprese che sono state escluse, perché non è credibile che il tempo a disposizione fosse meno di due secondi per inserire una domanda. Sembra quasi che qualche organizzazione (criminale??) abbia agito con un algoritmo… E’ necessario togliere questi dubbi

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