L’avvocato Masella: “La limitazione di libertà doveva passare dal parlamento. Chiederemo i danni”

venerdì 8 maggio 15:25 - di Domenico Bruni
avvocato maria grazia masella

Parla l’avvocato. Coronavirus, risarcimenti a imprese e singoli cittadini in seguito al lockdown. E’ l’interessante ipotesi del “comitato famiglie e imprese colpiti dal lockdown”. L’iniziativa è stata illustrata al quotidiano romani Il Tempo dall’avvocato Maria Grazia Masella. Che spiega che insieme con quattro colleghi hanno costituito il comitato, al quale si potrà rivolgere chiunque. L’assistenza è gratuita, e poi se si intende intraprendere un’azione legale, verrà applicata la tariffa minima. E sembra che i presupposti ci siano tutti, e sono anche molto convincenti.

L’avvocato Masella: i dpcm hanno portato gravi danni economici

Dice l’avvocato Masella al Tempo: “L’atto autoritativo di chiudere molte imprese ha portato gravi danni economici, e questo è indubbio. Senza stare a discutere se l’atto che ha imposto il lockdown, ossia il dpcm, sia legittimo o no, e secondo me non lo è, possiamo far riferimento all’articolo 2045 del codice civile. Che dice che se si subisce un danno per causa di forza maggiore, si ha diritto a un’indennizzo dallo Stato. Indennizzo ovviamente quantificabile in concreto con il mancato guadagno. Quella cifra potrà essere richiesta allo Stato.

No all’elemosina del governo, sì a giusti indennizzi

Insomma, per il comitati, qui non si tratta di chiedere le provvidenze, qualcuno la chiama l’elemosina, dello Stato, ma di far riferimento al caso della forza maggiore. L’avvocato poi spiega che anche in caso di grave danno psicologico, ovviamente ben dimostrabile, si potrà richiedere lo stesso un indennizzo. E qui si apre un altro decisivo capitolo, dice l’avvocato Masella a Il Tempo. Se i dcpm fossero illegittimi, le migliaia di multe fatte ai cittadini e agli esercizi sarebbero illegittime. Ossia, le autocertificazioni sarebbero illegittime, e per questo più di un avvocato consiglia di non firmarle. Insomma, c’è fondato motivo per ritenere le multe impugnabili.

Non c’è uno stato di guerra, non si può togliere la libertà

E qui l’avvocato dice una cosa molti importante: “Con i dpcm si fa man bassa dei diritti delle persone. E’ gravissimo. Qui non siamo di fronte ad uno stato di guerra dichiarato. Non c’è il ricorso all’articolo 77 della Costituzione. In presenza (solo) di ciò, possono essere sospese le libertà delle persone”. Il giornalista del Tempo obietta che però c’è stata un’emergnza sanitaria. E la risposta è illuminante.

L’avvocato: “Della Costtuzione è stata fatta carta straccia”

“Vero, e in questo caso, la previsione di limitazione della libertà doveva passare attraverso il Parlamento, perché ha una riserva di legge assoluta. Questo è un punto importantissimo. Su cui secondo me anche da parte dell’opposizione di centrodestra avrebbe dovuto esserci un grido d’ allarme più forte su provvedimenti che non hanno né capo né coda. Qui non si tratta di Costituzione sospesa, ma molto peggio. Della Costituzione stata fatta carta straccia, come se noi non ne avessimo una”.

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