Fase 2, Prisco (FdI): ecco come con l’ultimo dpcm il governo Conte condanna a morte migliaia di attività

lunedì 27 Aprile 15:44 - di Redazione
Fase 2 foto Ansa

Fase 2, dal governo arrivano provvedimenti capestro. «Il nuovo Dpcm di Conte condanna migliaia di attività a morte. È assurdo non concedere la riapertura a tutti quelle attività dove già ora è possibile consentire il distanziamento. O l’esercizio della propria attività in maniera sicura e protetta». È quanto dichiara Emanuele Prisco, deputato umbro di Fratelli d’Italia. Che poi, nella sua disamina, prosegue: «Non si comprende il metro utilizzato per imprese o attività, che si trovano ad essere penalizzati in maniera drastica per il solo fatto di appartenere o no ad un settore, dovendo attendere forse un altro mese per riprendere a generare reddito».

Fase 2, il governo ha condannato a morte migliaia di attività

«Una situazione – argomenta opportunamente Prisco – ancora più paradossale e controproducente in realtà dove la portata dell’epidemia, come nel caso dell’Umbria, è stata più marginale rispetto ad altre zone d’Italia. Gli effetti del nuovo Dpcm, quindi, configurano una situazione in cui ci sono filiere che possono ripartire e altre evidentemente considerate sacrificabili, che sono quelle peraltro che forniscono molti dei servizi più immediati di cui necessitano i cittadini. L’esecutivo, peraltro, prende decisioni così importanti senza il confronto parlamentare. E in maniera difforme da buona parte del resto d’Europa».

Senza confronto parlamentare e agendo con criteri contraddittori

Il tutto – aggiunge l’esponente umbro di FdI – «a fronte di misure contraddittorie, quasi paradossali. Come la riapertura di parchi e giardini, in cui affluenza e distanziamento saranno difficili da controllare e offrono solo uno spiraglio fittizio di ritorno alla normalità. Senza dimenticare – conclude Prisco – l’assenza di accenni alle misure a sostegno dell’economia reale, nel tanto auspicato decreto di aprile che si fa attendere ormai da una settimana. E da cui dovrebbero venire quelle risposte attese da alcune delle categorie tuttora più penalizzate, come professionisti e partite Iva». Il governo batta un colpo. Prima che sia troppo tardi…

Commenti

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  • filippo nalli 27 Aprile 2020

    ma che cazzo vi piangete addosso!! scendete in piazza ed assaltate palazzo chigi.
    la storia si fa in piazza.La bastiglia insegna.anche quello fu un atto contrario alle legislazioni all’epoca vigenti.ma vinsero….e hanno fatto la storia.Il problema è che per farlo ci vogliono le palle.e agli italiani si sono atrofizzate dal 25 luglio 43.

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