Giustizia, Nordio: «Il correntismo male oscuro delle toghe. Csm eletto per sorteggio»

venerdì 22 maggio 16:26 - di Redazione
Nordio

«La magistratura è una corporazione conservatrice che attacca la politica, quasi sempre il centrodestra ma qualche volta pure il centrosinistra, quando la politica prova a eliminare o ridurre privilegi non giustificati e varare riforme liberali». Parola di Carlo  Nordio, già pm tra i più famosi d’Italia e da tempo acuto analista dei mali che affliggono la magistratura italiana. Persino scontato, quindi, che Il Giornale gli chiedesse lumi sugli squarci aperti dalle intercettazioni captate sul telefonino di Luca Palamara, il potente leader di UniCost, crocevia obbligato delle speranze di avanzamento dei togati della sua corrente. A lui, è notizia di oggi, si rapportavano anche le “grandi firme” della cronaca giudiziaria.

Nordio è stato tra i pm più famosi d’Italia

Chi ne ha letto i brani, come il direttore de Il Riformista Piero Sansonetti, che per principio non le pubblica, assicura che vi sono giornalisti di Corriere della Sera, Repubblica e Stampa. Ma sono quelle dei magistrati a far rumore. Come quella, appunto, pubblicate dalla Verità di Maurizio Belpietro, relative ai tormenti politici di alcune toghe su Salvini. Una conversazione, per intenderci, di questo tipo: «Sull’immigrazione ha ragione ». E l’altro: «Sì, ma ora bisogna attaccarlo lo stesso». È eversione pura, da punire con l’arresto. Nordio è più cauto: «Non voglio nemmeno immaginare che qualcuno abbia puntato il dito contro Salvini in malafede: sarebbe un sacrilegio».

«È da 25 anni che i magistrati si scambiano favori»

Comunque sia, lo scambio di favori finalizzati alle nomine, per l’ex-procuratore non è una novità. «È da 25 anni che denuncio questo malcostume», puntualizza. «Lo sanno tutti – aggiunge – che i meccanismi sono questi». Il male oscuro della magistratura si annida quindi nel correntismo. «Specialmente al Csm», puntualizza Nordio. A giudizio del quale la soluzione più semplice resta quella dia lui proposta un quarto di secolo fa: l’elezione per sorteggio dei membri del Csm. «L’obiezione – previene – è una colossale sciocchezza». Anche perché, sottolinea l’ex-pm, «non si sorteggerebbe il primo che passa per la strada, ma reestringendo la rosa ai magistrati di Cassazione».

 

 

Commenti

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  • biagio 23 maggio 2020

    È tutta una parte tra!!!!!

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