Giustizia, Giletti al contrattacco: «Le minacce non mi toccano. Tornerò a parlare di Bonafede»

martedì 5 maggio 14:59 - di Redazione
Giletti

Si dice «molto amareggiato» a causa degli «insulti» e delle «minacce» che sta «ricevendo da troppo tempo». Adesso, però, la misura è colma e, fa sapere, «mi sono rotto le scatole». È un fiume in piena Massimo Giletti. Un fiume che non ha alcuna voglia di frenare la propria corsa. «Dico subito a chi mi minaccia – annuncia infatti dagli schermi de L’aria che tira – che domenica tornerò a parlare di questa storia». la storia è quella che vede opposti il procuratore Nino Di Matteo, oggi al Csm dopo aver condotto l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, e il ministro Bonafede.

Giletti: «Mi sono rotto le scatole»

Una storia che risale a due anni fa e che riguarda la nomina al vertice del Dap, il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, tornato d’attualità grazie ad alcune scarcerazioni eccellenti. Di Matteo dà una versione, Bonafede un altra. C’è chi dà ragione all’uno e chi all’altro. Per la maggior parte, invece, è solo un derby tra forcaioli. Ma per Giletti è solo uno scoop. Infatti, spiega: «Se uno come Di Matteo è “costretto” a intervenire in una trasmissione quando non ha parlato per due anni, credo per un senso delle istituzioni, ecco io credo che questo ponga un problema serio». Quanto a Bonafede, Giletti gli riconosce di «aver fatto atti importanti contro la mafia». Ma aggiunge: «Io faccio il mio mestiere di giornalista. E se un personaggio come Di Matteo chiede di intervenire in trasmissione, io ho l’obbligo di ascoltare».

Salvini: «Proveranno a mettergli il bavaglio»

Ai Cinquestelle riserva una carezza in guanto cartavetrato. «Per chi conosce la politica, su un caso drammatico come quello che è successo domenica nella nostra trasmissione, rispondere con tanto ritardo – evidenzia Giletti – vuol dire che c’è stata una lunga riflessione all’interno del M5S. Una lunga, lunga riflessione. E questo già può far dare una lettura di quello che è accaduto». Negli stessi minuti in cui era ospite della trasmissioni di Myrta Merlino, del conduttore di Non è l’Arena si occupava anche Salvini nella sua diretta Fb. «Proveranno – aveva detto il leader leghista – a mettere il bavaglio anche a Giletti perché ha osato portare alla luce una vergogna incredibile che riguarda il ministro della Giustizia».

Commenti

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  • pasquale 5 maggio 2020

    e così evidente che quello che ha riferito il procuratore Di Matteo intervenendo alla trasmissione di Giletti sia la pura verità, si evince da come il ministro Buonafede (Malafede direi) rispondeva in contraddittorio al telefono raccontando cose che non ci entravano niente con le domande del Giletti, farfugliando e non rispondendo mai allee domande dirette che il conduttore gli faceva, mi è parso come il bambino soppreso con le mani nella marmellata..evidente che stava a rampicarsi sui vetri, che schifo farebbe meglio intanto a dimettersi e poi appurare tutta la storia prima possibile.

  • Giovanni 5 maggio 2020

    Dal momento che il rapido cambiamento nelle opinioni del ministro Bonafede e’ di pubblico interesse ( intimidazione da parte della criminalita’ ? , sua individuale labilita nelle opinioni ? Imposizioni di partito ? Altro ? ) noi cittadini avremmo diritto ad una spiegazione convincente.
    In difetto cadrà una Stella. E saranno Quattro stelle.

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