Giovane cristiana rapita in Pakistan. “La stuprano, poi la rilasciano convertita all’Islam”

mercoledì 20 maggio 17:21 - di Giovanni Pasero

Una quattordicenne cattolica è stata rapita in Pakistan e l’epilogo della vicenda sembra drammaticamente già scritto. “Il 28 aprile scorso Mohamad Nakash e due suoi complici, tutti armati, hanno rapito la quattordicenne cattolica Maira Shahbaz nei pressi della sua abitazione. Maira ha dovuto sposare il sequestratore e ha dovuto rinunciare alla propria fede”. Lo riporta l’associazione pontificia, Aiuto alla Chiesa che soffre. 

Le autorità pachistane coprono le conversioni forzate

“Il  tribunale pakistano – spiega Acs – di Faisalabad si è pronunciato a favore del rapitore Mohamad Nakash, il quale ha sostenuto che Maira avrebbe 19 anni, nonostante il certificato di nascita e i documenti ufficiali ecclesiastici e scolastici prodotti in sede giudiziale attestino che la ragazza ha invece 14 anni”. Il legale della famiglia, Khalil Tahir Sandhu, afferma che il “sequestratore Nakash è già sposato e ha due bambini ed è venuto a conoscenza di Maira perché vive non lontano dalla sua residenza, nei pressi di Madina Town, dove l’uomo lavora come barbiere. L’avvocato Sandhu aggiunge che in tribunale il rapitore ha prodotto documenti falsificati, dai quali risulterebbe un presunto matrimonio fra lui e Maira lo scorso ottobre, quando la ragazza era ancora tredicenne”.

Giovani rapite per la conversione all’Islam: mille casi all’anno

Il rapimento ai fini della conversione forzata e del matrimonio è un problema drammatico in Pakistan. La maggior parte delle vittime sono ragazze e giovani donne cristiane e indù, costrette a sposarsi contro la loro volontà a uomini musulmani molto più anziani. Secondo il Center for Social Justice, tra il 2013 e il 2019 ci sono stati almeno 159 casi. Circa 16 ragazze e giovani donne si sono presentate davanti all’Alta corte del Sindh per chiedere sostegno contro i loro matrimoni forzati.

Lo stupro come mezzo di conversione all’Islam

Secondo il Movement for Solidarity and Peace (MSP), un’organizzazione per i diritti umani nel Paese, i numeri sono ancora più impressionanti. Circa mille donne e ragazze indù e cristiane vengono rapite ogni anno, costrette a convertirsi e a sposare uomini musulmani. Le vittime di solito hanno un’età compresa tra i 12 e i 25 anni. Nonostante queste statistiche scioccanti, il numero delle vittime può essere persino più elevato poiché molti casi rimangono non segnalati, spesso a causa dei mezzi finanziari limitati delle famiglie delle ragazze. Ad esempio, il caso di Maria Sarfraz, una bambina di 11 anni. L’hanno rapita e violentata in gruppo per tre giorni. Se la sono cavata con un risarcimento danni. Casi per i quali nessun organismo internazionale è mai intervenuto. Evidentemente, per le Ong, le violenze dei musulmani sulle cristiane non sono un problema. (Nella foto, Sania Latif, rapita nel maggio dello scorso anno in Pakistan)

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Gennaro 21 maggio 2020

    Ma dove sono la boldrini la bonino la sami paladine di una immigrazione senza limiti ,tutrici di orde di maschi giovani tra 20 -30 anni perlopiù di origine islamica provenienti proprio da quei territori dove la discriminazione religiosa nei confronti dei cristiani e feroce.ma la risposta e semplice.tutelare i cristiani non rende nulla mentre occuparsi una presunta islamofobia rende sul piano mediatico e non solo.

  • Silvia Toresi 21 maggio 2020

    Queste bestie bisognerebbe castrarle e poi impiccarle!!!!!!!

  • Emergenza Coronavirus

    In evidenza

    News dalla politica