Fase 2, spostamenti tra Regioni dal 3 giugno. Multe di 3000 euro alle imprese che sbagliano

venerdì 15 maggio 11:44 - di Leo Malaspina

Un decreto legge quadro, composto da appena tre articoli, che dovrebbe approdare oggi in Consiglio dei ministri. E’ la Fase 2, ma bis, con nuove regole. All’interno le regole di massima a cui le Regioni dovranno ispirarsi per allentare o restringere le misure anti-Covid19. Innanzitutto ci si potrà muovere liberamente nella propria regione di residenza, senza alcun limite. Resta tuttavia il divieto di spostamento da una regione all’altra. Su questo fronte, qualcosa cambierà solo a partire dal 3 giugno, ma con delle limitazioni e in base all’andamento dell’epidemia. Sempre che non si torni indietro, causa contagi…

Fase 2, possibile spostarsi nella Regione

A partire dal 18 maggio 2020 gli spostamenti all’interno del territorio regionale non sono soggetti ad alcuna limitazione“, si legge nella bozza in possesso dell’Adnkronos. La stretta resta tuttavia “relativamente a specifiche aree del territorio regionale, soggette a particolare aggravamento della situazione epidemiologica”.

“Fino al 2 giugno 2020 sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

Dal 3 giugno però si apre uno spiraglio per gli spostamenti da una Regione all’altra, ma “in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree”, si legge ancora nel testo.

I protocollo da osservare

“Le attività economiche e produttive sono consentite a condizione che rispettino i contenuti di protocolli o
linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di esercizio o in ambiti analoghi, adottati a livello nazionale” pena “la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”. Lo prevede il dl quadro che approderà oggi in Consiglio dei ministri, dove è scritto nero su bianco che “le singole regioni possono adottare propri protocolli nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali”.
Per le Regioni, poi, il decreto prevede la trasmissione giornaliera dei dati sull’andamento epidemiologico e sullo stato di salute del sistema sanitario regionale all’Iss, al ministero della Salute e al Comitato tecnico scientifico, così da intervenire nell’immediato se sarà necessaria una nuova stretta a livello territoriale.

La Regione e il prefetto vigilano sul lockdown

“Per garantire lo svolgimento delle attività economiche e produttive in condizioni di sicurezza – si legge infatti nel testo visionato dall’Adnkronos – le regioni monitorano con cadenza giornaliera l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema
sanitario regionale. I dati del monitoraggio sono comunicati giornalmente dalle Regioni al Ministero della Salute, all’Istituto superiore di sanità e al comitato tecnico-scientifico”.

In relazione all’andamento della situazione epidemiologica sul territorio, “la Regione, informando contestualmente il Ministro della salute, può introdurre, anche nell’ambito delle attività economiche e produttive svolte nel territorio regionale, misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte ai sensi dell’articolo 2 del
decreto legge 25 marzo 2020, n. 19”.

Le possibili sanzioni alle imprese

Stop da 5 a 30 giorni per le attività economiche che non si attengono alle misure anti-Covid19. E’ quanto prevede la bozza del dl quadro che approderà oggi in Cdm, e che introduce inoltre “la sanzione amministrativa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020”, ovvero da 400 a 3000 euro. La sanzione non è prevista solo per le imprese, ma anche per i cittadini che aggirano le regole. “In caso di reiterata violazione della medesima disposizione – si legge inoltre nel testo visionato dall’Adnkronos – la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima”. Un pensierino agli imprenditori che non ce la faranno o che non ce l’hanno fatta forse andava fatto, prima di annunciare la linea dura…

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