Dl Rilancio, litigi e paralisi: l’indecente spettacolo del governo mentre l’Italia diventa una polveriera

martedì 12 maggio 19:17 - di Sveva Ferri
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Ennesima giornata di incertezza per le sorti degli italiani, nelle mani di un governo che non perde occasione per confermarsi inadeguato. Anche oggi i lavori politici sono stati catalizzati dalle liti interne alla maggioranza, invece che – come si attendeva – dalle misure per fare fronte alla crisi economica devastante che sta attraversando il Paese. Ancora nel tardo pomeriggio, infatti, non si sapeva se in serata si sarebbe tenuto o meno il più volte posticipato Consiglio dei ministri  per l’approvazione dell’atteso decreto ex Aprile, ormai ribattezzato “Rilancio” per sottrarlo proprio al giudizio sulle lentezze della sua emanazione.

Governo paralizzato

Il Cdm si sarebbe dovuto riunire ieri, ma era saltato, dopo che già le attese erano rimaste deluse lo scorso fine settimana. Si parlava, quindi, di un riunione per il pomeriggio di oggi, anch’essa però saltata a beneficio di tesi su un possibile Consiglio in serata. Ipotesi che, però, molti osservatori hanno iniziato a ritenere improbabile con il prolungarsi del preconsiglio e la mancanza di notizie sulla convocazione a Palazzo Chigi ancora quando ormai il sole si preparava al tramonto. Tant’è che a un certo punto è arrivata anche l’ipotesi di un consiglio notturno. A pesare, più delle analisi sul corposo testo da oltre 400 pagine e l’intricato nodo delle coperture, sono le beghe interne alla maggioranza. Con regolarizzazione dei migranti a dividere, in modo anche radicale, le posizioni di sinistra e M5S.

Conte rassicura, Crimi lo sbugiarda

Palazzo Chigi in mattinata ha cercato di rassicurare sul fatto che nella notte di domenica “le delegazioni delle forze di governo” avevano raggiunto “un accordo politico su vari temi e misure da inserire nel decreto in corso di formazione”. Ma le posizioni di facciata sono durate il tempo di scrivere un altro comunicato. Quello con cui Vito Crimi ha chiarito che “purtroppo l’ultima bozza visionata ieri sera riporta ancora la sanatoria dei reati penali e amministrativi per chi denuncia un rapporto di lavoro irregolare” e che “resta fermo che sul punto non arretreremo di un millimetro”. A quel punto si è aperto il vaso di Pandora, con Pd e Sinistra italiana a sparare siluri contro i grillini e i grillini impegnati a sparire dal radar della sanatoria.

Non solo migranti, giallorossi divisi anche su famiglie e turismo

Ma questo non è l’unico tema a dividere i gialli dai rossi, mentre gli italiani continuano ad aspettare risposte. Scontentano anche le norme sulla famiglia, sul turismo e sulle cosiddette banche decotte. Questioni che potrebbero riaprire anche i fronti che sembravano effettivamente chiusi nell’accordo di domenica notte, dall’Irap alle coperture della Cig. E che fanno sospettare che anche oggi il decreto che doveva essere approvato ad Aprile non vedrà la luce. Il tutto mentre ormai il 70% degli italiani rivela di temere rivolte sociali a causa della crisi. 

 

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