Croazia e Grecia puntano a rubarci turisti. “Spiagge aperte senza divieti”

giovedì 7 maggio 18:40 - di Giovanni Pasero

A Rimini o a Gallipoli con il plexiglas e i controlli da aeroporto. Altrove, in Europa, con le spiagge aperte senza ostacoli. Il rischio della prossima estate per il turismo italiano si chiamano Croazia e Grecia.

Le spiagge della Croazia saranno, infatti, aperte ai turisti quest’estate. Il direttore dell’Istituto di sanità pubblica, Krunoslav Capak, assicura che non ci saranno divieti, ma soltanto precauzioni. “Io andrò sicuramente al mare. Non vedo l’ora”, ha affermato, in una intervista alla radio pubblica Hrt. “Vigili, bagnini, autorità locali e albergatori dovranno assicurarsi che lettini e teli non siano troppo vicini fra loro, perché il virus sarà ancora presente”, ha sottolineato. Il provvedimento per la chiusura delle frontiere in Croazia si estende fino al 18 di questo mese. Zagabria chiede l’adozione di un protocollo unico europeo per facilitare la ripresa degli spostamenti fra i Paesi.

Non solo Croazia, anche la Grecia si attrezza

Si attrezza anche la Grecia. L’economia ellenica si fonda per buona parte sul turismo e prima della pandemia stava vedendo lievi cenni di ripresa dalla crisi economica, per questo sta cercando di organizzarsi al meglio per dare via alla nuova stagione ma con le dovute precauzioni. Potrebbe diventare obbligatorio il test prima di accedere nel territorio nazionale, test che ovviamente dovrà aver avuto esito negativo.

Anche Atene vuole rubarci turisti

Nei giorni scorsi, il ministro del Turismo greco ha incoraggiato gli stranieri. “I viaggiatori saranno i benvenuti in Grecia quest’estate, anche se  naturalmente prenderemo precauzioni sul modo di viaggiare e sulle condizioni di soggiorno. Si applicheranno le regole di distanziamento sociale” La Grecia, ha ricordato il ministro, ha accolto turisti da “piu’ di 50 anni” e vuole “continuare a mostrare l’ospitalita’ per la quale siamo molto famosi”. La data di partenza, secondo i giornali locali, dovrebbe essere il primo luglio.

I nostri ministri tacciono (e acconsentono?)

Il sospetto è che si prepari un trappolone per l’Italia. Non è un mistero il progetto di un corridoio tra Germania e Croazia. Un’idea confermata dal ministro del Turismo di Zagabria, Gari Cappelli, Paese che tra l’altro detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue. L’ipotesi è appunto quella di un corridoio che dalle città tedesche porti direttamente alle spiagge croate. Da parte dell’Italia, per ora nessuna reazione. Il ministro per gli Affari Europei latita. E come lui il suo omologo al Turismo. Sulla pelle degli operatori turistici italiani.

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