Coronavirus, i virologi: «Ecco tutto quello che può succedere nelle prossime settimane»

martedì 5 maggio 12:54 - di Redazione
virologi

Tutto è possibile. Scenari dal virus secondo gli esperti. Se si trattasse di compilare una schedina, metterebbero una bella “Tripla”, ossia  una possibilità per tutte le forze in  campo, per tutte le scuole di pensiero. Non si tratta di un gioco e la realtà è drammatica. Cosa ci aspetta nella fase 2?
Cosa può accadere? Tutte le evenienze sono possibili, stando alle previsione di virologi e e medici. Che non parlano con voce sola. C’è chi crede che il Covid possa  arretrare,  chi pensa che il virus possa far ancora molti danni; chi dice che caldo e vita all’aperto potrebbero sconfiggere il virus. Appunto tutto è possibile. Passando in rassegna i diversi scenari il Giornale ha fatto il punto della situazione.

Il virus perde forza

“Il virus ha perso forza”. “Sicuramente ha perso velocità di trasmissione”: è il parere autorevole di Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive presso l’ ospedale San Martino di Genova. “È evidente che siamo in una fase di discesa della curva. Tra metà maggio e inizio giugno dovremmo poter considerare concluso questo focolaio epidemico”, ha affermato  il virologo pochi giorni fa. Tra l’altro Bassetti proprio per questo aveva dichiarato che le misure del governo per la Fase 2 erano state poco coraggiose.

Il comitato tecnico-scientifico del premier Conte lo aveva contrastato:  riaprendo tutto e subito, a giugno si rischierebbero ben 151mila ricoveri in terapia intensiva. Bassetti rispose. A suo giudizio quei numeri erano “sovrastimati. Sarebbero stati esagerati anche nel periodo iniziale”.

“Il virus non è mutato”

Di parere diverso  il direttore sanitario dell’Irccs di Milano Fabrizio Pregliasco. Come sa chi lo segue nei vari interventi in tv, la sua tattica è  molto più prudente del collega: “Aumentando i contatti aumenteranno le possibilità di contagio” , ha  affermato, gettando acqua fredda sull’ottimismo: “Il virus non è cambiato, anzi, avendo avuto un maggior spettro di casi stiamo scoprendo cose nuove: i danni a livello cardiaco, il portatore convalescente (che è un aspetto legato alle possibilità di contagio); ovvero all’inizio avevamo dato 14 giorni di tempo di convalescenza ai soggetti che manifestavano i sintomi, oggi stiamo scoprendo (effettuando tamponi) che i pazienti possono essere ancora positivi dopo 30-40 giorni dalla fine dei sintomi”.

“Non siamo  fuori dall’epidemia”

Su questa lunghezza d’onda è il direttore del dipartimento Malattie infettive dell’istituto superiore di Sanità Gianni Rezza. In un’intervista al Corriere della Sera ha detto  “non siamo assolutamente fuori dall’epidemia. Ci siamo ancora dentro”.  Il che per il virologo è preoccupante. C’è lo spettro di dover richiudere tutto.Tornare a un secondo lockdown nazionale sarebbe disastroso da tutti i punti di vista“.  Il succo del discorso è chiaro. “Non posso essere ottimista fino a quando il virus è in giro e non c’è un vaccino“.

Il caldo ci aiuterà?

Torna una previsione meno fosca con il virologo Guido Silvestri.  Continua la ritirata di Sars-Cov-2 dall’Italia” afferma dando un’occhiata al  numero dei ricoveri, dei contagi, delle terapie intensive. Il caldo ci sarà d’aiuto. Per Silvestri il calore rende “instabili le goccioline di fomiti (saliva, starnuti, tosse etc) che trasportano il virus nell’ambiente”. per questo  motivo il virus perderebbe la sua potenza. “Torneremo tutti alla normalità, ne sono convinto – conclude il virologo – Ma dobbiamo gestirla bene questa transizione, non alla carlona, perché il rischio di andare a sbattere contro un altro muro non è per niente piccolo”.

“Difficile immaginare che scompaia”. Torniamo a una realtà più preoccupante con  l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, responsabile Coordinamento Regionale Emergenze Epidemiologiche Puglia: “Io credo che un aumento dei casi sia molto probabile. E’ chiaro che l’aumentato numero di flussi umani (persone che escono, riprendono il lavoro, si incontrano al lavoro e tornano a casa) aumenta il rischio“. A chi dare retta? La vera notizia, ma non ci voleva Nostradamus, è che lo scopriremo solo vivendo.

 

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