Conte darà a Bill Gates 130 milioni: l’equivalente delle multe agli italiani per il coronavirus

5 Mag 2020 14:14 - di Guido Liberati
Bill Gates

Il premier Giuseppe Conte lo ha promesso a Bill Gates. L’Italia metterà a disposizione tra i 130 e i 140 milioni di euro (fonte Sole 24 Ore) per l’emergenza coronavirus. La somma corrisponde, grosso modo, alle multe che gli italiani hanno ricevuto in queste ore per non avere rispettato la qurantena.

Per dirla con un paradosso: con i soldi delle multe, pagheremo il secondo uomo più ricco del mondo per trovare un vaccino per il covid-19.

La notizia della telefonata e dell’impegno del governo Conte è stata data sabato scorso da Palazzo Chigi.  Nel corso della conversazione, Gates “ha riconosciuto l’impegno assicurato dall’Italia, negli anni, al contrasto alle pandemie e al sostegno della ricerca scientifica finalizzata ai vaccini”.

Il titolo su Conte e Bill Gates

L’Italia avrà un ruolo di primo piano nella ricerca per il nuovo vaccino anti Covid 19. Questo non tanto per l’impegno finanziario del nostro Paese alle varie fondazioni e centri di ricerca che stanno mettendo a punto il vaccino – complessivamente tra i 130 e i 140 milioni di euro – ma per il ruolo che giocherà l’Italia a partire dal prossimo anno quando assumerà per la prima volta la presidenza del G20.

La tabella del Viminale

Oltre 426mila italiani multati durante la fase 1

Dove troverà il governo questi soldi? La suggestione arriva dalla nota del Viminale di ieri sera. Dall’11 marzo al 3 maggio, la fase 1, sono state sanzionate 426mila persone. Nel dettaglio, 418mila tra automobilisti e pedoni e 8000 esercenti. Stimando come media la sanzione minima (si va dai 400 euro ai tremila euro) arriviamo più o meno ai 130 milioni destinati alla fondazione di Gates.

Bill Gates, l’uomo da centomila milioni di euro

Gates ha un patrimonio di 104,6 miliardi di dollari e durante il coronavirus ha incrementato i suoi introiti di 202 milioni di dollari (fonte Forbes). Senza fare becere interpretazioni complottiste, suona però singolare che proprio gli italiani (impoveriti dal coronavirus) debbano finanziare l’uomo più ricco del mondo, che con il covid-19 è diventato ancora più ricco.

Le scontate obiezioni della propaganda grillina

Chiaramente, come tutte le notizie scomode, anche questa verrà bollata come fake news dalla propaganda grillina. Le obiezioni? Facile intuirle. I soldi vanno alla Fondazione di Bill Gates e non in tasca al miliardario americano. Ci mancherebbe pure. Ma resta il paradosso. Si è mai visto un filantropo ottenere i soldi dalle persone che intende aiutare? Altra obiezioni cavillosa e prevedibile. Ma i soldi delle multe finiscono in vari rigagnoli amministratativi e non direttamente nelle casse dello Stato. Giusto, ma quei 130 milioni di euro sono, comunque si rigiri la frittata, soldi che usciranno dalle tasche degli italiani.

 

Commenti

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  • Franco 5 Maggio 2020

    Questo messaggio è scritto da Mauro Rango
    Whatsapp n.ro 00393480965229
    Email: mauro.rango@gmail.com

    Vi scrivo i miei riferimenti perché mi assumo la piena responsabilità di quello che sto dicendo e vi chiedo, dopo aver letto il mio messaggio, di valutare se aiutare me e alcuni amici medici nella nostra battaglia, diffondendolo.

    Non mi trovo in Italia ma vengo a sapere da un amico che ieri sera nella trasmissione di Fazio il Prof. Burioni (che da quel che mi dicono gli viene dato molto ascolto in questa vicenda epidemica) asserisce alcune cose che devo necessariamente correggere.

    1. Burioni: Parla di SPERIMENTAZIONE COL PLASMA x evidenze scientifiche che attestino l’efficacia su contrasto a coronavirus

    1. Rango: Il CONCETTO DI SPERIMENTAZIONE E’ FUORVIANTE. La tecnica della Plasmaferesi è in uso da molte decine di anni. I due responsabili della plasmaferesi a Mantova e a Pavia l’hanno appresa quasi 30 anni fa a Padova, in quella che allora si chiamava Clinica Pneumologica. (Privatamente, a chi sarà interessato, via email posso fornire tutta la storia e i dettagli.)

    Qui in Africa, dove vivo attualmente, hanno iniziato a fare LA PLASMAFERESI DOPO I PRIMI DECESSI. Da quando hanno iniziato a trattare i pazienti con la plasmaferesi, in un mese si è registrato UN SOLO DECESSO – parlo della Repubblica di Mauritius (controllate i dati nel sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità).

    2. Burioni afferma che tra i fattori di criticità c’è il fatto che non tutti i guariti producono plasma efficace.

    2. Rango. È vero. Circa la metà dei guariti ha nel proprio plasma la quantità di anticorpi necessaria a curare un altro soggetto ammalato.
    È per questo che esiste un protocollo di selezione del plasma che va seguito. Lo sappiamo fare qui in Africa. *Lo abbiamo appreso da voi in Italia. Se lo avete scordato inviateci un medico che gli ricordiamo come si fa.

    3. Mi riferisce l’amico italiano che nella trasmissione di Fazio si è detto che la plasmaferesi è efficace SOLTANTO nei soggetti che non siano in stadio avanzato.

    3. Rango : NON È VERO. Nei soggetti in stadio avanzato la plasmaferesi è NECESSARIA ma va ACCOMPAGNATA con antinfiammatori e anticoagulanti (qui mi esprimo per gli addetti ai lavori: necessari per bloccare l’attivazione dei mediatori flogogeni e l’alterazione della scala coagulatoria, bloccando il quadro di CID locale responsabile del decesso).

    4. Mi riferisce sempre il mio amico che si è poi parlato della produzione di plasma sintetico perchè il sangue dei guariti non sarebbe sufficiente.

    4. NON È VERO. Fate il calcolo voi stessi. Controllate il numero di persone guarite (che stanno continuando ad aumentare, con il numero di persone infette SINTOMATICHE che continua a diminuire e verificherete che non c’è bisogno di plasma sintetico. È sufficiente mobilitare tutte le associazioni di donazione del sangue.
    Plasma sintetico significa: FARMACO. Che è uguale a PROFITTO. Ma soprattutto, ed è questo che ci interessa, significa ATTENDERE ANCORA LA MORTE DI QUALCHE MIGLIAIO DI PERSONE.

    Sono mesi che il sottoscritto e parecchi medici in Italia cercano inutilmente di fare arrivare ai vertici dell’informazione queste informazioni. La terribile realtà, difficilissima da accettare, è che migliaia di vite si sarebbero potute salvare con farmaci e strumenti già in possesso e in uso in Italia.
    Farmaci e strumenti che hanno il GRAVE DIFETTO di COSTARE POCHISSIMO.

    FINALMENTE, dopo migliaia e migliaia di morti si inizia a parlare di uno di questi strumenti: Plasmaferesi.
    Ma da solo non basta. Non è sufficiente per salvare tutti (o quasi).

    ATTENZIONE: Nei casi gravi a questo va accompagnato un potente antinfiammatorio, un anticoagulante e l’azitromicina.

    Il comportamento del virus nel corpo umano presenta due aspetti:

    a) Il primo è SIMILE alla polmonite interstiziale da Micoplasma

    b) Il secondo (ancora da definire completamente) SIMILE ad una vasculite.
    (Dico ‘ancora da definire’ perchè alcuni medici, in Italia, dopo alcune autopsie eseguite affermano che è l’affezione ai vasi sanguigni a determinare i trombi e dunque l’esito fatale. Mentre altri specialisti in pneumologia affermano che sia l’infiammazione polmonare a determinare, nella fase finale, la formazione di trombi e il decesso.)
    MA POCO IMPORTA AI FINI DEL SALVATAGGIO DELLA VITA DELLE PERSONE!
    L’atteggiamento da tenere, in attesa di chiarire l’aspetto di cui sopra, è quello di usare i farmaci GIÀ ESISTENTI come se si dovesse affrontare, nel contempo, una polmonite interstiziale da micoplasma e una vasculite con esiti trombotici.
    I FARMACI E STRUMENTI ESISTONO GIÀ. E sono quelli che ho già indicato:
    Plasmaferesi
    Antinfiammatori
    Anticoagulante
    Azitromicina x 6 giorni

    A Mauritius li stiamo utilizzando dall’inizio dell’epidemia.

    Dall’inizio epidemia abbiamo avuto 10 decessi. I primi 9 perchè non era ancora consolidata la plasmaferesi. Il decimo, ritengo, (ma non ho ancora la certezza a riguardo e mi sto informando) che sia stato dovuto al fatto che non gli sia stato somministrato l’anticoagulante.

    L’Italia possiede tutti gli strumenti e farmaci, fin dall’inizio dell’epidemia, che avrebbero potuto evitare più del 90% dei decessi (di certo non si sarebbe potuto evitare il decesso di un malato terminale di cancro aggredito dal virus a cui restava soltanto, a causa del cancro, qualche giorno o qualche settimana di vita).

    Purtroppo gli scienziati che hanno occupato e che ancora continuano ad occupare l’informazione in Europa e negli Stati Uniti hanno impedito che le informazioni scritte qui sopra arrivassero all’opinione pubblica. MA HANNO IMPEDITO CHE ARRIVASSERO ANCHE AI MEDICI IN PRIMA LINEA CHE STANNO DURAMENTE LOTTANDO E MORENDO A CAUSA DI QUESTE CARENZE INFORMATIVE.
    *
    Anche le molte nostre lettere scritte ai giornali italiani sono state censurate.

    Io non credo ci sia un complotto come spesso si legge in rete (qualche scienziato che occupa l’informazione probabilmente tace perchè le case farmaceutiche spingono per il business degli antivirali ma non è un complotto, non c’è un disegno) credo piuttosto all’ignoranza, alla supponenza e dell’incapacità nel nostro sistema politico, medico e informativo a far fronte ad una epidemia che, ripeto, se affidata a qualche vecchio pneumologo, della vecchia scuola italiana oppure ad un medico generalista mauriziano (che a quella scuola ha attinto il suo sapere) sarebbe già stata completamente debellata.
    PER FAVORE, VE LO CHIEDO A NOME DI CHI STA SOFFRENDO IN QUESTO MOMENTO,
    se condividete, fate girare questo messaggio. Il più rapidamente possibile. Con tutti i mezzi che avete. A quante più persone possibile. Ora che si comincia a parlare di Plasmaferesi in Italia è il momento per dare la spallata finale, per spingere l’opinione pubblica e il sistema informativo e, alla fine, quello medico a misurarsi sull’evidenza dei fatti e non sulle parole di illustri scienziati più interessati a dibattiti accademici e più preoccupati del loro prestigio, che di interrogarsi su come salvare qualche vita umana.