Campania, esposto dei 5Stelle contro De Luca: favori alle cliniche del Covid?

venerdì 15 maggio 12:46 - di Redazione

Scandalo posti letto in Campania? Parlamentari e consiglieri regionali 5Stelle hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti. Nel mirino il protocollo d’intesa tra Regione  e Aiop Campania “per l’attivazione di posti letto Covid dedicati. Per l’implementazione dei posti letto non Covid. E per il trasferimento e l’invio dei pazienti da presidi ospedalieri alle case di cura“.

Campania, esposto 5Stelle contro De Luca

Nell’esposto viene contestato che la remunerazione alle cliniche private non è ancorata alle prestazioni effettivamente svolte. Né al valore della reale produzione. “Si tratterebbe dunque di un indennizzo forfettario elargito dalla Regione Campania sulla base della disponibilità manifestata dal privato a voler fronteggiare l’emergenza. E quantificata in misura del 95% di un dodicesimo del budget assegnato alla specifica Casa di cura. Senza rispetto dei principi di corretta tenuta della contabilità pubblica o di corretta gestione delle risorse finanziarie erogate da soggetti pubblici”.

Il decreto Cura Italia, ricordano i pentastellati, “contempla una forma di indennizzo, ma nel caso di requisizione della struttura privata. “Né  il protocollo né i successivi atti  delineano un sistema di rendicontazione e controllo delle attività svolte dalle cliniche private”. Nell’esposto viene evidenziato che “le criticità del protocollo si estendono alla copertura finanziaria degli interventi. Nel protocollo, infatti, non vi è alcun riferimento alla copertura finanziaria.

Lo Stato non rimborserà la Regione

I 5Stelle avanzano forti dubbi sulla possibilità che lo Stato centrale possa accogliere e rimborsare alla Regione Campania dei pagamenti forfettari a strutture private non riconducibili ai moduli giuridici tratteggiati dai decreti governativi”. In conclusione, “si concretizza il serio rischio per la Regione Campania di dover utilizzare risorse del proprio fondo sanitario regionale per pagare una mera ‘messa a disposizione’ di strutture private. E non già prestazioni sanitarie. O  altre prestazioni direttamente riconducibili alla emergenza epidemiologica. Un’ingiustificata erosione del budget sanitario regionale a favore di strutture sanitarie private. Unicamente in funzione della disponibilità da esse accordata a far fronte all’emergenza”.

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