Calcio in lutto: addio a Gigi Simoni, allenatore gentiluomo

venerdì 22 maggio 16:31 - di Penelope Corrado

Nel decimo anniversario del Triplete, l’Inter e il calcio italiano perdono uno dei suoi allenatori più amati e stimati. A 81 anni è morto a Pisa Gigi Simoni, colpito quasi un anno fa da un ictus. Nato a Crevalcore il 22 gennaio 1939, Simoni era una persona d’altri tempi per il garbo e lo stile.

Moratti: “Piango la morte di un gentiluomo”

“È stato un grande protagonista della storia dell’Inter. Ha vinto una coppa europea molto importante, gli è stato impedito di vincere un campionato che avrebbe assolutamente meritato”. Massimo Moratti ricorda così il “tecnico gentiluomo verso il quale provavo grande stima e affetto. La telefonata con la quale poco fa la moglie mi ha avvisato della morte mi ha provocato un dolore immenso”.

Affranto anche Beppe Bergomi. “Era una grande persona, un grande uomo, per me è stato importantissimo, mi ha dato l’opportunita’ di giocare il 4° mondiale, quando arrivò mi disse che per lui eravamo tutti uguali, quelli di 18 come quelli di 35, sarebbe stato il campo a decidere”. Con queste parole l’ex capitano dell’Inter, in collegamento con Sky Sport 24, ricorda il tecnico che lo ha allenato tra il 1997 e il 1998 in nerazzurro.
“Appena ho saputo la notizia ho chiamato tutti i miei ex compagni, da Ze Elias a Zamorano, anche i sudamericani erano colpito, quello era un grande gruppo che è rimasto nella mente dei tifosi dell’Inter – ha aggiunto Bergomi -. Forse non eravamo fortissimi, ma eravamo compatti perché davanti avevamo un giocatore come Ronaldo, nessuna aveva la sua qualità in velocità, poi avevamo Moriero, Zamorano, Djorkaeff, una squadra che meritava di più, vincemmo 3-1 con il Real con 2 gol di Baggio, fu esonerato quando vinse la panchina d’oro, eravamo a 5 punti dalla capolista Fiorentina e con lui avremmo fatto sicuramente meglio”.

Gigi Simoni da calciatore in coppia al Toro con Luigi Meroni

Gigi Simoni ha avuto anche una buona carriera da giocatore. Centrocampista del Mantova di Edmondo Fabbri, del Napoli. Poi al Torino, nel 1964, dove forma con Luigi Meroni la coppia di ali titolari, quindi alla Juventus, al Brescia e al Genoa.

Dal Genoa al Pisa: promozioni e successi

Ma è da allenatore che Simoni scrive pagine importanti del calcio italiano. Ha iniziato la carriera subentrando a Guido Vincenzi sulla panchina del Genoa in Serie B nel corso della stagione 1974-1975. In quattro anni alla guida del Grifone conquista un settimo posto all’esordio in Serie B, il primo posto nel campionato cadetto, la promozione in Serie A nel 1975-1976 e un undicesimo posto alla prima stagione di A, e anche una retrocessione nel 1977-1978 dopo aver chiuso il campionato al 14esimo posto. Lasciata Genova, allena per due anni il Brescia, portandolo nella massima serie nel 1979-1980, dopo che l’anno prima aveva raggiunto l’ottava posizione, per poi tornare ad allenare il Grifone riportandolo in A e conquistando la salvezza nei due anni successivi, retrocedendo ancora nel 1983-1984. Dal 1984 al 1990 non si lega a una società per più di una stagione, e sempre nelle serie inferiori; allena il Pisa portandolo in Serie A, successivamente si trasferisce a Roma, sponda Lazio, poi ancora al Pisa, ancora al Genoa, e poi Empoli e Cosenza, sempre in serie cadetta; ottiene due promozioni con il Pisa (con relativo campionato vinto) e quattro esoneri, con Lazio, Genoa, Empoli e Cosenza (i primi della carriera).

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