Bonafede tenta l’evasione. Se non compra Renzi va a casa lui

venerdì 8 maggio 6:00 - di Francesco Storace
Bonafede evasione

Alfonso Bonafede ha bisogno di evasione. Dal Senato. Perché l’ha fatta grossa e potrebbe rischiare una poltrona che potrebbe sfuggirgli per sempre. Ma il suo destino resta segnato, sia che la mozione di sfiducia depositata dal Centrodestra passi o no: agli occhi della pubblica opinione resterà come il guardasigilli che ha rimesso in libertà i boss mafiosi.

E’ inutile che i suoi maniacali sostenitori urlino sul web. Ci sono circolari ministeriali, norme approvate, rivolte improvvisamente placate che stanno lì a raccontare la fuga autorizzata dal carcere. Il coronavirus come una lima per segare le sbarre.

Un ministro molto sbadato

Bonafede è – era, forse – un ministro molto sbadato. E il dicastero della giustizia non lo consente. Soprattutto perché siamo la Nazione che ogni anno deve risarcire mille italiani detenuti ingiustamente. Cioè, sbattuti in galera senza motivo. Ma lui si è preoccupato di quelli condannati all’ergastolo.

”In carcere non ci sono innocenti”, ha affermato Bonafede recentemente. E siccome ci sono solo colpevoli il suo ministero si è  tanto raccomandato per la loro salute ai giudici di sorveglianza. Ai quali adesso si addebitano le scarcerazioni.

Bonafede ha una sola carta da giocare al Senato, ora che il Centrodestra è unito per mandarlo a casa. Pagare i renziani, magari con la regolarizzazione di quella valanga di immigrati pretesi dalla Bellanova. Clandestini in Italia, mafiosi ai domiciliari, ministro in poltrona: che vuoi di più dalla vita?

Pazienza per quei trenta milioni di euro buttati per rimettere a posto le carceri dopo le rivolte delle scorse settimane. Manco un ci dispiace per gli agenti della penitenziaria aggrediti dai boss e sottopancia in galera. Vi faremo sapere, sibilano ai familiari delle vittime della mafia…

Bonafede tenta l’evasione

Bonafede tenta l’evasione dai suoi doveri. E annuncia un decreto per rimettere in gattabuia i delinquenti usciti fuori e planati agli arresti domiciliari. Il che è semmai la prova provata che le responsabilità di quanto accaduto sono sue. Sia quando escono sia quando entrano. Anche se, va detto, è curiosa la modalità. Se a un ergastolano gli fai sapere a mezzo stampa che stai andando a riprenderlo per portarlo di nuovo in carcere, quello non è che ti aspetta in salotto per offrirti un caffè.

Non sono così collaborativi, dicono. Sono più furbi dei ristoratori milanesi: loro sì, brutti, sporchi e cattivi che meritano la faccia feroce dello Stato…

La curva che osanna il ministro della giustizia si sente oltraggiata dall’opposizione che fa il suo dovere nei confronti del guardasigilli. “E’ l’uomo della lotta alla mafia”, trombettano sui social. E le cosche le combatti sfottendo Antonino Di Matteo, prima lo lusinghi e poi ci ripensi? Ma a chi vuoi farlo bere, quest’intruglio indigeribile…

Il Centrodestra ha dato una straordinario segnale di dignità alla Nazione. Perché non è affatto detto che si debba sempre subire tutto, persino le capriole di un ministro palesemente inadeguato. Perché c’era un altro Di Matteo – ancora più importante – che avrebbe meritato rispetto. Si chiamava Giuseppe e lo hanno bruciato nell’acido, da bambino. Il suo carceriere è uscito di galera. Per una cosa del genere non dovrebbe esserci bisogno di una mozione di sfiducia, ma delle dimissioni del ministro. Per presentarle ci vorrebbe un corso di educazione costituzionale. Che Bonafede non conosce.

 

Commenti

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  • Paolo Giammancheri 8 maggio 2020

    Bonafede è un inetto,incapace, ignorante, irresponsabile essere dannoso e inutile per il consorzio umano ….! Ergo , è da eliminare dalla politica in modo drastico e definitivo in modo da non potere più relazionarsi con la società umana.
    E con lui, ce ne sono diversi altri che ,,purtroppo, stanno conducendo La Nazione verso la rovina.

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