Aumentano i prezzi: dal caffè al cappuccino fino alla messa in piega e allo shampoo

mercoledì 20 maggio 8:41 - di Roberto Mariotti
prezzi

«I timori del Codacons si trasformano in realtà. Nelle ultime ore si stanno moltiplicando le segnalazioni dei consumatori che denunciano rincari ingiustificati dei prezzi in numerosi settori. In concomitanza con la riapertura degli esercizi commerciali, stiamo ricevendo una raffica di segnalazioni sugli incrementi dei listini in tutta Italia». A denunciarlo è il Codacons. In testa alla classifica dei rincari ci sono i bar, con molti esercenti che hanno ritoccato al rialzo il prezzo di caffè e cappuccino.

Ritoccati i prezzi di caffè e cappuccini

Ad esempio a Milano la classica tazzina consumata al bancone arriva a costare fino 2 euro. A Firenze alcuni locali hanno portato il costo dell’espresso a 1,70 euro, mentre a Roma si arriva a pagare 1,50 euro, contro 1,20 euro di Genova. Aumenti spropositati ma non unici, avverte il Codacons.

Aumenti per shampoo, messa in piega e taglio

Anche i parrucchieri, in base alle molte segnalazioni giunte al Codacons, hanno aumentato i listini, con rincari in tutta Italia per shampoo, messa in piega, taglio, e altri trattamenti. Seguono gli alimentari, con molti beni di prima necessità che hanno subito negli ultimi giorni sensibili rialzi al dettaglio.

La presa di posizione del Codacons

«È un vero e proprio scandalo che commercianti ed esercenti scarichino i mancati guadagni e i maggiori costi legati al coronavirus sui consumatori finali», afferma il presidente Carlo Rienzi. «Siamo pronti a denunciare in Procura qualsiasi speculazione sui prezzi a danno dei cittadini.  Invitiamo gli italiani a segnalare al Codacons rincari dei listini registrati prezzo bar, ristoranti, parrucchieri ed esercizi vari».

Aumento dei prezzi già ad aprile

L’allarme era già scattato a metà aprile, con l’aumento dei prezzi dei beni alimentari. Non solo, anche per quelli della cura della casa e della persona. C’era stata un’accelerazione da +0,3% di febbraio a +1,0%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rallentano da +0,8% a +0,6%. Si registrava in entrambi i casi una crescita più sostenuta di quella riferita all’intero paniere. Lo aveva certificato l’Istat. Di qui l’intervento della leader di FdI Giorgia Meloni che aveva chiesto un intervento del garante dei prezzi per fermare la speculazione.

Commenti

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  • Gianni 21 maggio 2020

    Questi sono compiti che dovevano essere fatti dalle autorità competenti…Polizia Municipale…e dalla GdF…..ma erano tutti impegnati a sanzionare i normali cittadini che uscivano di casa….Non ho mai visto tanto personale e mezzi della GdF…in vita mia…x contrastare Evasori fiscali, trafficanti di droga,armi e altro….come invece hanno fatto con gli inermi cittadini…forse è più facile prendersela con questi..che pagano e stanno zitti…mentre gli altri….hanno carta bianca…

  • fazio 20 maggio 2020

    E’ normale lo Stato li ha abbandonati per sopravvivere sono costretti ad aumentare i prezzi, le tasse e gli affitti hanno continuato ad accumularsi con il fermo imposto.

  • Emergenza Coronavirus

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