Sulla fase due non si capisce nulla. Gli esperti frenano, le imprese hanno fretta

mercoledì 8 aprile 19:36 - di Redazione

Sulla fase due, la cosiddetta ripartenza, si profila un braccio di ferro tra esperti da una parte – intenzionati a mantenere il rigore attuale – e le imprese che vorrebbero subito riaprire tutto per consentire al Paese di uscire dal tunnel della recessione.

Ranieri Guerra: livello di allarme massimo

A far comprendere che il quadro è confuso è stato Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), rispondendo in conferenza stampa a Roma, nella sede della Protezione Civile, a una domanda sui possibili scenari nel prossimo futuro.

“Siamo in un momento in cui si comincia a vedere la luce in alcune zone del pianeta – ha detto –  mentre in altre la luce non c’è ancora. E sono zone a noi abbastanza vicine che possono in qualsiasi momento interscambiare contagi come è stato nel recente passato. Il livello di allarme è tuttora massimo, perché il fatto che le misure di contenimento adottate finora abbiano avuto un riscontro preciso, riguarda il risultato di provvedimenti presi 2-3 settimane fa, quindi siamo confortati da una valutazione di efficacia sicuramente dimostrata”.

La curva del virus può risalire in qualsiasi momento

Le decisioni spettano al governo italiano, ma dovranno essere più che prudenti. “E’ ovvio quindi – ha sottolineato Guerra – che continuare con queste misure ci può portare all’abbattimento della curva, perché la circolazione del virus è rallentata. Sappiamo che sta diminuendo ma è ancora molto vulnerabile e può risalire in qualsiasi momento qualora ci fosse una riaccensione di focolai epidemici anche di piccola entità. Il paese è allungato, abbiamo avuto un’esposizione al virus nelle regioni del Nord, e che un’analoga esposizione ci sia stata anche in quelle del Centrosud è ancora tutto da dimostrare, perché sta avvenendo adesso”.

Quindi, ha ribadito il rappresentante Oms, qualsiasi “provvedimento di allentamento delle misure ora, credo sarebbe deleterio e possa vanificare tutti i sacrifici fatti finora. Diciamo che siamo a un passo dal vedere una prospettiva di vittoria ma questo non significa che abbiamo vinto, anzi è il contrario: è proprio il momento di serrare le fila”, ammonisce.

Il pressing delle imprese

Poi ha lasciato capire che c’è un pressing delle imprese sul governo e che vi sono ministri, come Speranza, che stanno resistendo alle pressioni per una riapertura immediata.  Il ministro della Salute Roberto Speranza – ha detto Guerra –  ”sta facendo un’opera di persuasione” per invitare ”alla cautela nella riapertura” delle attività produttive.  “Siamo ancora nel pieno dell’emergenza – ha dichiarato Speranza – Occorrono cautela e gradualità per non vanificare i grandi sacrifici fatti finora”.

La patente di non contagiato

Quanto alle procedure per consentire di andare a lavorare in sicurezza, Guerra ha chiarito che non esiste la possibilità di una patente che ci dichiari immuni.  “Io credo che il ministro Speranza stia individuando la procedura per selezionare un test (sierologico ndr) affidabile. Un test certo al 100% non esiste. Scordatevi che ci possa essere la patente di immunizzato, ci potrebbe essere al contrario la patente di non contagiato e quindi di vulnerabilità. Quindi chi è vulnerabile va protetto”.

 

Commenti

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  • federico 9 aprile 2020

    Si può sapere quali sono le proposte del centrodestra al riguardo? Per il momento abbiamo solo sentito proclami folli (“chiudiamotutto!”) e visto comportamenti irresponsabili, direi inimmaginabili, da parte di alcuni governatori di centrodestra, che addirittura criminalizzano i propri cittadini (“vediamo troppa gente in giro!”) invece di pensare alla propria totale imprevidenza e mancanza di ogni misura di prevenzione

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