Striscia la Notizia, la denuncia: «Tutti a casa in quarantena ma le escort “lavorano”» (video)
Tutti a casa in quarantena, tranne le escort che lavorano online. L’allarme è stato lanciato da Striscia la Notizia (GUARDA IL VIDEO), che nell’edizione in onda su Canale 5 martedì 7 aprile ha dedicato un servizio su questo tema. Sui siti di incontri continuano a essere pubblicati migliaia di annunci da persone che offrono sesso a pagamento in ogni città d’Italia. Il coronavirus sembra non spaventare. E così mentre tutti gli italiani restano in casa e quando escono devono portare la mascherina e i guanti, c’è chi la fa franca.
Il servizio di Striscia la Notizia sulle escort
Ad occuparsene l’inviata Chiara Squaglia, che ha messo in evidenza come su diversi siti di appuntamenti a luci rosse continuno ad apparire annunci che propongono incontri sessuali. Il tutto ignorando i divieti del governo di restare a casa per evitare i contagi da coronavirus. Non ci sono solo annunci, però. Il servizio del tg satirico di Antonio Ricci mostra anche come passare dalle parole ai fatti, correndo il rischio-multa, sia tutt’altro che impossibile. Le escort continuano ad agire in libertà ignorando tutte le disposizioni.
Striscia la Notizia ha provato a contattare alcune escort sul web e ricevendo numerose risposte. Diverse prostitute hanno dato appuntamento al finto cliente dicendosi disposte a riceverlo a casa, senza nessuna mostrare alcuna preoccupazione per l’epidemia in corso. Le risposte alla domanda “è disponibile anche in questo momento?”. È sì. “Certo tesorino”, risponde una escort. E un’altra: “Certo, basta che mi chiami un po’ prima”.
L’appello di una escort: «Chiudiamo questi siti»
C’è anche, però, chi preferisce rispettare i decreti in vigore. «Io sono una escort ma non esercito più da almeno un mese, è il momento di fermarsi», dice in un video messaggio una donna, che parla a Striscia dietro anonimato. «Continuo a ricevere chiamate da persone che vogliono incontrarmi. E vedo ancora siti pieni di annunci di incontri di trans , donne e coppie. C’è di tutto e di più… Io direi Basta. Per il momento basta, chiudiamo questi siti, la salute non ha prezzo…».
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Striscia la Notizia invoca la chiusura dei siti per incontri, con una intervista (vera o finta) a una sedicente “professionista salutista” corredata da una sequela di considerazioni superficiali messe insieme forse per compiacere qualche massaia afflitta da gelosia isterica.
È evidente che in questo momento incontrare persone (a prescindere dalle motivazioni) non è consentito ed è perseguibile penalmente. Ma questa è una responsabilità individuale di chi pubblica l’annuncio, non di chi offre il servizio di pubblicazione, al modo stesso in cui lo sarebbe se – per esempio – in qualsiasi altro momento qualcuno proponesse un incontro con minori. Su un sito per incontri, chi scrive può tranquillamente farlo per esporre delle fantasie, per fare un incontro in videochat o per iniziare a contattare qualcuno telefonicamente in funzione di incontri (non necessariamente mercenari) successivi alle restrizioni attuali.
Questa caccia alle streghe ormai sempre più allargata a ogni ambito della vita privata è molto, molto preoccupante.
Il “messaggio” veicolato da Striscia la Notizia è assurdo, oltre che gravissimo, a maggior ragione perché suggerisce implicitamente che vi sia una correlazione diretta – sul piano legale – tra il servizio di pubblicazione e il contenuto dei messaggi. Se così fosse, allora questo tipo di servizio sarebbe SEMPRE illegale, in quanto configurerebbe il reato di “favoreggiamento” della prostituzione. Ma tale correlazione diretta – sul piano legale – non è mai stata acclarata, sinora, e non può esserlo a meno di scivolare verso la china dell’inquisizione medievale o della sharia islamica. Ovviamente, infatti, quando evidenzio “sul piano legale” intendo un corpus di normative conformi alla Costituzione italiana, sempre che quest’ultima sia ancora valida. Ma forse a tal proposito siamo già entrati nella cosiddetta “fase 2″…