Sos turismo, motore dell’economia bistrattato dal governo Conte. Ecco come uscire dall’impasse

sabato 18 Aprile 12:19 - di Maurizio Gasparri
Turismo foto Ansa

C’è un settore che più e prima di tutti ha subito le conseguenze economiche della pandemia e che meno e dopo tutti gli altri riuscirà a risollevarsi: il turismo. C’è una colpevole sottovalutazione del governo rispetto al dramma che stanno vivendo milioni di operatori del settore, nonostante il turismo rappresenti il 13% del Pil e abbia un fatturato medio di oltre 230 miliardi di euro. Cifre certamente approssimative, visto che attorno alle imprese del turismo esiste un indotto sterminato in un paese caratterizzato da 8000 km di coste. Con i porti turistici più importanti del Mediterraneo. La presenza di tre quarti del patrimonio culturale mondiale.

Turismo, motore dell’economia rinnegato dal governo Conte

Solo un governo miope come quello Conte poteva negare che il turismo fosse uno dei principali motori dell’economia italiana. Se non si riprende il settore, non si riprende l’Italia e la sua immagine nel mondo. Ed è scandaloso che il governo non stia immettendo liquidità a fondo perduto, come abbiamo chiesto, da assegnare alle imprese turistiche, unitamente all’azzeramento del cuneo fiscale. Le imprese del settore hanno bisogno di soldi subito, non di fare nuovo debito che non sanno quando e come ripagare. E hanno bisogno che non ci sia la tagliola del fisco a pretendere pagamenti di mutui, di bollette o di affitti, quando in realtà si è fermi e lo si resterà ancora per molto. Almeno il 70% del turismo italiano alberghiero, ad esempio, è rappresentato da stranieri.

Per aiutare il turismo interno rendere deducibili le spese

La chiusura dei voli già da fine gennaio ha avuto ripercussioni immediate e certamente non sarà facile nel breve periodo ritrovare il turismo estero. Se la gente non viene in Italia perché ha paura, tutto il turismo e l’indotto ne risentiranno. La stagione estiva è tutt’ora in forse e il terrorismo psicologico che talvolta si avverte da parte di qualche esperto di certo non rincuora. Per questo una soluzione può essere quella di incentivare il turismo interno, rendendo deducibili le spese. Un incentivo a viaggiare in Italia, a credere nell’Italia. Per aiutarci a vicenda e riscoprire l’orgoglio dell’appartenenza a una terra bellissima.

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