Rinfreschiamo la memoria a “Giuseppi” sul funzionamento del Mes

11 Apr 2020 16:28 - di Fabrizio Bertot
Conte

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Lo “statista de noiantri” ha fatto intendere a reti unificate all’intera nazione che il MES fosse stato per lui non sarebbe mai esistito. Perché quando l’hanno fatto lui non c’era, se c’era dormiva e se dormiva sognava comunque di non esserci. E sognava pure che a farlo c’erano Meloni e Salvini che ne facevano uno di sabbia in spiaggia.

Tocca quindi a noi insegnare a “mister pochette” che il MES nasce dall’unione del FESF (Fondo europeo di stabilità finanziaria) e del MESF (Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria): istituiti per salvare dall’insolvenza gli Stati dell’area euro in difficoltà finanziaria. Il MES viene quindi votato dal Parlamento italiano il 25 settembre 2012 a ridosso della crisi greca; qualcuno spieghi ai Giuseppi che in quel parlamento Fratelli d’Italia non esisteva ancora. Ma visto che in quegli anni “l’avvocato di se stesso” si occupava appunto di se stesso, non si è accorto che a quella votazione Giorgia Meloni insieme a Ignazio La Russa non hanno volutamente partecipato.

E che Salvini era al Parlamento europeo e che l’intero gruppo della Lega ha votato contro come anche Guido Crosetto. Sarebbe impossibile spiegare a un Presidente per cui il Parlamento esiste solo per andare a farci i discorsi quando ha finito i giga per facebook o trova scomodo andare in Rai, che si trattava di un atto del Parlamento. Che almeno in quegli anni veniva interpellato. E non del Governo che peraltro era in mano a Mario Monti e non al centrodestra.

Ad almeno uno dei Giuseppi vogliamo brevemente dire due parole sul funzionamento del MES: è un organismo internazionale di aiuto finanziario che prevede l’attivazione su richiesta da parte di uno Stato in difficoltà che ritenesse di farvi ricorso. Qualora lo Stato richiedente avesse parametri di bilancio ed in particolare il debito pubblico non in linea con quanto stabilito da Bruxelles nei suoi confronti scatterebbero misure coercitive anche devastanti come è stato fatto dalla troika in Grecia.

La scelta peggiore possibile

Detto questo, ricordiamo al premier – che a Bruxelles ci va solo per bere qualcosa con la Merkel – che sappiamo bene che al momento non c’è nessuna firma da parte dell’Italia. Ma sappiamo anche bene che la discussione verteva sull’opportunità di inserire le risorse del MES tra quelle utilizzabili per finanziare la ripresa economica di tutta l’area euro dopo l’emergenza Coronavirus. E che la scelta condivisa dal governo Conte-Casalino è quanto di peggio si potesse ottenere.

La posizione italiana doveva essere a favore di un utilizzo delle risorse versate nel MES senza l’applicazione di alcuna condizionalità, tantomeno quelle capestro.  Una posizione logica visto che indipendentemente dal proprio debito pubblico gli Stati avevano comunque versato ingenti somme nel fondo; e che stiamo affrontando un’emergenza economica generalizzata che riguarda tutti e non il dissesto finanziario di un solo specifico Stato.

Di grazia ricordiamo al Presidente – che ha studiato male pure il catechismo – che l’Italia ha contribuito per quasi un 18 percento al solo MES e che, con quanto dato in precedenza al FESF e al MESF, il nostro Paese ha versato quasi 60 miliardi. Appesantendo ulteriormente proprio il nostro debito pubblico.

L’uomo che sussurrava alla Merkel

L’uomo che sussurrava alla Merkel ha omesso di dire che così com’è stato deciso, l’Italia non potrà usare quei fondi per non trovarsi la troika in casa; se non nella stretta misura permessa dalla copertura delle spese sanitarie, un’inezia che non servirà certo a far ripartire l’economia. La parte peggiore però, quella che non gli perdoneremo mai, è che invece Germania, Olanda, Francia, Belgio e C.  potranno usarli senza condizionalità; perché hanno un rapporto tra debito pubblico e PIL in linea con i parametri stabiliti. Grazie a queste scelte devastanti il nostro sistema produttivo dovrà confrontarsi con sistemi produttivi concorrenziali. Che potranno finanziarsi con i 60 miliardi che ci abbiamo messo noi.

Mes, la soluzione suggerita da FdI

La soluzione di  Fratelli d’Italia che Conte non ha ascoltato era un’altra. Quella per cui ogni Stato si riprendeva quanto versato e lo usava per la propria ripresa produttiva.  In subordine sarebbe stato meglio lasciar il MES al suo ruolo originario quale fondo di estremo utilizzo per Stati in difficoltà piuttosto che metterlo a disposizione dell’industria tedesca ai danni della nostra.

Al presidente che non conosce il significato della Pasqua cristiana noi che invece la conosciamo auguriamo di cuore Buona Pasqua. Auspicando che possa apprezzare in questi giorni di blocco generalizzato il tepore dell’ambiente domestico al punto di scegliere di rimanerci per il prossimo lustro.

Commenti

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  • Guzz 13 Aprile 2020

    Ma per esporre una notizia è veramente necessario riempirla di insulti più o meno velati?
    Ma il giornalismo italiano è veramente ridotto a questo?

    Comunque la quota versata dall’Italia al MES è di 14 miliardi, non 60. Quali sono le vostre fonti?

  • avv.alessandro ballicu 12 Aprile 2020

    l’unica soluzione seria e sovranista ( perdavvero ) è quella di uscire dall’europa, dopo aver stretto alleanze economiche con altri paesi ( russia, iran ) che hanno economie complementari alla nostra e possono farci sconti sulle materie prime : acciaio e gas russo, petrolio russo e iraniano,se lega e fratelli d’italia continueranno a dirsi sovranisti ma anche europeisti ( ?) l’italia è destinata a diventare una colonia della ue che la offre in vendita a poco prezzo alle multinazionali straniere

  • fazio 12 Aprile 2020

    siamo sicuri che quello che sta succedendo sui sussidi agli italiani e imprese che non arriveranno mai non è una strategia architettata per far accettare il MES per metterci il cappio al collo e dopo quando saranno cacciati via il duo giuseppi e roberti avranno un bel posto assegnatogli da qualcuno in europa per sdebitarsi.

  • fazio 11 Aprile 2020

    questo governo invece di fare promesse pinocchiesche per la promessa di distribuire dei soldi a tutti, forse dopo che le aziende saranno morte, perchè non pagano le fatture agli imprenditori che quando c’è da prendere hanno il braccio lungo e quando c’è da restituire hanno il braccio corto.

  • Pinton Sergio 11 Aprile 2020

    Spett.redazione…qualcuno insinua ( Monti) che il MES e’ stato deciso a livello europeo con l’ Italia rappresentata da Berlusconi nel Consiglio europeo e Tremonti all’ Eurogruppo ne l 2010- 2011 .Tale Governo era formato da Pdl – Lega. Giorgia Meloni ne faceva parte come ministro per il Pel , mentre Salvini era europarlamentari della Lega. Nel novembre del 2011 ,Monti venne chiamato al governo dopo la caduta di Berlusconi abbandonato dalla Lega e, dovendo rispettare le condizioni imposte e accettate dal governo Berlusconi per non perdere il sostegno della Bce ai titoli italiani ed escludendo la richiesta di aiuti e a chiedere al Parlamento di approvare una dura manovra..Quindi concludendo il meccanismo preparato da un governo Berlusconi – Lega passo ad altri l ‘ onere di evitare il default per il nostro paese, quando il nostro spreca stava toccando quota 600 punti….vorrei sapere il vostro parere…grazie..un lettore.

  • Nicolo' 11 Aprile 2020

    SFIDUCIATE AL PIU’ PRESTO questo Incapace, Questo ROVINA l’ITALIA per i prossimi decenni, allontanatelo dallo scranno, scollategli la sedia da sotto il sedere, peggio di lui nessuno nella storia della Repubblica, sta svendendo l’Italia agli strozzini. VERGOGNOSO ! Mandatelo viaaaa !

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