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Rachele Mussolini: “Il  25 aprile si canti l’Inno di Mameli, non Bella Ciao. Per la mia famiglia non è festa”

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  1. Alessandro Maria Cherubini ha detto:

    Leggendo le frasi di questo articolo non posso che dichiararmi daccordo sulla mancanza di rispetto verso una parte della popolazione, alla quale viene imposto qualcosa che non la rispecchia e non condivide. Se è vero che ci fu una parte storicamente rappresentata da “bella ciao”, è altrettanto vero che vi furono tantissimi italiani che da quel canto furono offesi e fisicamente eliminati.
    Se dunque si vuole proporre (da parte di una sinistra becera e antidemocratica) il 25 aprile come festa per tutti gli italiani, non è assolutamente accettabile che lo si faccia imponendo il suono di una canzone affatto condivisa e condivisibile da tutta la Nazione. Personalmente ritengo poi che se di liberazione si deve parlare, al massimo si trattò di liberazione dall’oppressione nazista, ma senza l’aggiunta della parola fascista al suo seguito.. Purtroppo i sinistri soggetti che oggi ci governano (e che hanno fino ad oggi governato, di fatto, in modo diretto od indiretto) sono personaggi che non conoscono la parola libertà e quale ne sia il suo vero significato. Sono loschi figuri che sono abituati da sempre ad essere più uguali degli altri, nonostante fondino falsamente la loro esistenza sulle parole uguaglianza e libertà. E mentono sapendo perfettamente di mentire…..

di Stefania Campitelli - 23 Aprile 2020