L’amica di Teheran Nathalie Tocci nel board dell’Eni. In quota Pd con l’ok dei grillini

giovedì 23 aprile 15:00 - di Giovanni Trotta
eni nathalie tocci

Nathalie Tocci, entrate nel cda dell’Eni in questa tornata di nomine, è senza dubbio una politologa preparata. Laureata a Oxford in Scienze politiche, ha un master a Londra in Economia e un dottorato in Relazioni internazionali. Dal 2017 è direttore allo Iai, l’Istituto affari internazionali di Roma. E’ inoltre consigliere dell’European Council on Foreign Relations. Un curriculum di tutto rispetto, insomma. Secondo i media è molto vicino alla Mogherini, ex Alto rappresentante Ue, e quindi in quota Pd col nullaosta grillino.

La Tocci è molti vicina alla Repubblica Islamica

Il sito Atlantico Quotidiano ci dà altre informazioni su Nathalie Tocci. La dottoressa è anche molto vicina all’Iran, e l’entrata nel board dell’Eni è certo gradita alla Repubblica islamica. La Tocci non sembra avere grande simpatia per gli Stati Uniti di Donald Trump, e l’Eni farà bene a stare attento per non entrare subito in rotta di collisione con quello che è ancora oggi uno dei maggiori alleati dell’Italia. Come ricorda Atlantico Quotidiano, la Tocci parlando con l’agenzia di stampa del Pasdaran Tasnim News, si esprimeva contro l’inserimento del Guardiani della Rivoluzione iraniane nella lista delle organizzazioni terroriste.

L’Eni dovrà fare attenzione a non confliggere con gli Usa

Nel 2018, poi, ricorda sempre il sito, la Tocci accompagnò Massimo D’Alema in Iran e al ritorno su twitter giudicò esagerata l’attenzione dei media occidentali alle rivolte anti-regime che si stavano svolgendo in Iran. E quando ci fu l’incidente con le petroliere nel Golfo dell’Oman, la Tocci sostanzialmente ridimensionò la questione della responsabilità iraniana in quell’attacco. Insomma, sempre secondo Atlantico Quotidiano, in questi anni lo Iai ha portato avanti una linea anti-Trump e filo-iraniana. Né lo Iai ha mai denunciato il sostegno iraniano al terrorismo internazionale con le milizie scite in tutto il Medio Oriente così come le frequenti violazioni al programma nucleare.

Concludendo, l’Eni dovrà stare attento ora a come indirizzerà il suo lavoro, perché non possiamo permetterci di prendere fazione per una parte a svantaggio dell’altra, soprattutto quando l’altra è un solido alleato dell’Italia. L’Eni troppo spesso dimentica che non c’è più Enrico Matttei, che queste cose se le poteva permettere. Auguri, comunque.

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