La tragedia di Carmen, suicida nel Brenta. “Si è uccisa per la multa delle quote latte”

18 Apr 2020 13:54 - di Carlo Marini

Aveva lasciato sul parabrezza un bigliettino con la scritta: “Scusatemi ma non ce l’ho fatta”. Così Carmen Z., 66 anni, imprenditrice padoavana aveva annunciato il suicidio, travolta dalla crisi e da una multa per le quote latte.  Il cadavere è stato ripescato venerdì santo, nelle acque del Brenta, ma la donna aveva fatto perdere le sue tracce nel novembre scorso. Prima ancora dell’emergenza coronavirus.

Come riporta oggi il quotidiano Il Gazzettino, la donna si è uccisa per la multa per le quote latte. Le ricerche erano scattate il 19 novembre, quando la donna aveva lasciato la sua utilitaria a Cadoneghe, a pochi metri dall’argine del fiume Brenta. I militari erano stati anche nell’abitazione della donna a Campodarsego. Hanno ispezionato la casa e hanno ritrovato un secondo biglietto, con le stesse parole scritte in quello lasciato nell’auto. In casa tutto era in ordine e pulito.
Verso le 14 di ieri i militari hanno rintracciato il fratello della donna, residente nel vicentino, avvisandolo del ritrovamento dell’auto. Gli inquirenti avevano anche scoperto che Carmen aveva già tentato di farla finita l’anno prima, travolta dalla crisi.

Quote latte, una storia infinita

Abolite a partire dall’aprile del 2015 le quote latte erano quel regime di contingentamento produttivo istituito con lo scopo di ridurre lo squilibrio tra offerta e domanda in Europa. Ad ogni stato membro della UE venivano assegnate delle quote di produzione e ogni paese era responsabile della riscossione delle multe in caso di superamento di tali quote (denominate “prelievo supplementare“), dovute dai produttori con eccesso di produzione (i cosiddetti splafonamenti).
il 24 gennaio 2018 la Corte di giustizia dell’Unione europea ha emesso la sentenza sulla procedura di infrazione contro l’Italia proprio per la mancata riscossione dei prelievi sul latte nelle campagne dal 1995/1996 al 2008/2009. Una sentenza che ha sancti che il nostro Paese non aveva rispettato le regole non facendo pagare direttamente ai produttori le multe per i prelievi supplementari. I nostri allevatori ne hanno fatto le spese e la vicenda di Carmen Z. ne è la tragica testimonianza.

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