La sfida della Svezia: “contagio dolce” per evitare l’esplodere del virus. La vincerà?

domenica 5 aprile 18:33 - di Antonio Pannullo
svezia stoccolma

La Svezia è uno dei casi più singolari in questa emergenza quasi planetaria. Infatti ha scelto la cosiddetta linea morbida, rifiutando di bloccare tutto, ma bloccando comunque qualcosa. In Svezia ci sono settemila contagi e circa 400 morti. Certo, pochi paragonati a noi o alla Spagna, ma la Svezia ha solo 10 milioni di abitanti. E’ al 17mo posto nella classifica mondiale dei contagiati. E’ una linea politica e sociale simile a quella di Boris Johnson prima maniera. Solo che gli scandinavi, anziché di immunità di gregge, parlano di contagio progreessivo.

Svezia, contagio progressivo per evitare il caos

Insomma, credono che favorendo il contagio “dolce” tra la popolazione, questa a poco a poco si immunizzerà. La teoria è ben nota agli immunologi e ai virologi, divisi però anche loro. Il problema, spiegano, è la popolazione e la società all’interno della quale si manifesta il virus. In pratica, se la cittadinanza è responsabile, se mantiene spontaneamente la distanza, se esce poco di sua volontà, se osserva tutte le norme di prudenza, il virus potrà fare ben poco. E in Svezia è molto sentito il concetto di responsabilità individuale e collettiva.

In Svezia non c’è bisogno di controlli o denunce

Lì non c’è bisogno di controlli e multe e sanzioni e denunce per far capire al popolo cosa è intelligente fare. In genere lo capisce da solo. E poi c’è anche da dire che le strutture sanitarie funzionano, anche se forse non sono sufficienti in caso di aggravarsi della pandemia. Sì, le autorità hanno vietato assembramenti di più di 50 persone, hanno vietato le visite ai luoghi di cura, hanno invitato, se si può, a usare il telelavoro. Inoltre scuole siuperiori e università sono chiuse, si fa telelezione. Gli anziani sono stati iinvitati a non uscire di casa. Ma niente di paragonabile alle draconiane misure dell’Italia e di altri Paesi, per non parlare poi della Cina.

Il premier: prepariamoci a molte morti

Ma la preoccupazione c’è anche a Stoccolma. Il primo ministro svedese Stefan Lofven ha avvertito che il suo Paese deve prepararsi a “migliaia di morti”. “Conteremo i morti a migliaia. Dobbiamo preparaci”, ha detto Lofven in una intervista al quotidiano Dagens Nyheter. Nella quale ha difeso la sua scelta di adottare misure di contenimento del contagio molto meno rigorose di tutti gli altri Paesi europei. La pandemia andrà avanti “per mesi, non settimane. Dobbiamo avere questa prospettiva e non abbassare la guardia”, ha detto il premier, spiegando che la Svezia si trova davanti ad una crisi sia in termini sanitari che economici.

Stoccolma cerca di appiattire la curva

“Abbiamo optato per una strategia per appiattire la curva ed evitare una crescita drammatica, dato che il sistema sanitario non potrebbe farcela – ha affermato – questo significa anche avere più persone malate che necessitano di cure intensive, molti più morti”. Lofven ha poi difeso la scelta di imporre misure di contenimento più leggere. “Penso che questo non debba essere troppo esagerato. Tutti i Paesi stanno considerando come imporre le distanze sociale e rafforzare il sistema sanitario. Lo facciamo in modo diverse, a volte siamo in fasi diverse” dell’epidemia”, ha detto. E ha spiegato di aver “ascoltato chi ha le conoscenze epidemiologiche” per cercare di appiattire la curva, ma anche altri per quanto riguarda gli sforzi per mitigare gli effetti sul lavoro e l’economia.

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