La quarantena moltiplica spacciatori e rapinatori. Manca solo lo svuota-carceri

6 Apr 2020 13:39 - di Redazione

Affari d’oro per pusher e rapinatori, grazie alla quarantena per il coronavirus. E pensare che il governo sta per approvare il decreto svuota-carceri, che metterà in giro altri piccoli e grandi criminali pronti a tornare in azione. Nonostante l’allarme della Direzione Centrale Anticrimine.
“Si sta già registrando il progressivo intensificarsi delle attività di spaccio di stupefacenti e delle condotte predatorie in danno di esercizi commerciali e istituti bancari non più presidiati per effetto della chiusura. O di quelli che, rimanendo aperti in quanto rivenditori di generi di prima necessità (come le farmacie e i venditori di generi alimentari), costituiscono obiettivi particolarmente a rischio anche in relazione agli incassi raccolti a fine giornata (in orario notturno) e ai cosiddetti ‘fondi cassa’ giacenti”. E’ quanto si sottolinea in un passaggio della circolare della Direzione centrale Anticrimine con “le linee strategiche e operative” contro i rischi di infiltrazione della criminalità comune e organizzata nella fase economica post pandemia da coronavirus e da quarantena.

La collaborazione dei cittadini in quarantena

Tra le altre indicazioni, l’opportunità di “incentivare ulteriormente la tradizionale collaborazione con i cittadini” favorendo, ove possibile, “nuove modalità realizzative della cosiddetta ‘polizia di prossimità'”. Rilevante viene considerata anche l’iniziativa già avviata con “l’app Youpol, al fine di mantenere
inalterato, nonostante le attuali restrizioni, il rapporto fiduciario costruito con la cittadinanza”.

Particolare attenzione dovrà essere posta all’evoluzione delle “criticità socio-economiche, individuare i settori particolarmente esposti o ‘sensibili’ alla infiltrazione criminale, nonché i risultati conseguiti nell’azione di contrasto”.

“Dovranno, a tale scopo, essere intensificati, in fase info-investigativa, i contatti diretti con le associazioni di categoria operanti sul territorio (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato) al fine di potenziare it monitoraggio dei casi di default economico nonché individuare aree sensibili di intervento investigativo, con particolare riferimento all’impatto dell’emergenza sanitaria sulla situazione economica e finanziaria delle piccole e medie imprese”, si legge ancora in un passaggio della circolare.

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