La bandiera della Ue sventola sempre meno. E il Pd mette l’elmetto: «Ripristinare l’ordine»

3 Apr 2020 16:37 - di Niccolò Silvestri
Bandiera

L’Unione europea si mostra matrigna con l’Italia e a farne le spese è la (insulsa) bandiera blu a stelle gialle. Tante quante sono gli Stati dell’Ue. Fino a qualche tempo un conto da aggiornare solo in entrata, ma che ora comincia a registrare anche qualche voce in uscita, come quella della Gran Bretagna. E scusate se è poco. E forse converrà tenerla d’occhio questa colonnina. Se l’Unione è quella che stiamo vedendo all’opera in questa emergenza sanitaria c’è il concreto rischio che – euro o non euro – qualche altro Stato l’allunghi andando a fare compagnia alla Perfida Albione. Qualche giorno fa era stato il vicepresidente della Camera e dirigente di FdI Fabio Rampelli a postare un video in cui provvedeva personalmente alla rimozione del vessillo stellato.

Il sindaco di Atri (Te): «L’ho tolta, ma resto europeista»

Ora la silenziosa e civile protesta si sta allargando a macchia d’olio lambendo anche i piccoli Comuni. Come ad esempio l’abruzzese Atri, in provincia di Teramo. Il sindaco Piergiorgio Ferretti, lista civica, si professa «europeista». Definisce l’Ue addirittura «preziosa». Ne ha riposto la bandiera, ha spiegato, per rispondere«a un grido di dolore» con un gesto che egli stesso presenta come «simbolico». Infatti, annuncia, la bandiera «sarà comunque rimessa». Anche Ferretti dice quel che la Von der Leyen non capisce: «In questi giorni l’Europa ha l’occasione di divenire una vera unione di popoli. Se non coglierà questa opportunità resterà per sempre una mera unione d’interessi economici!».

Gli eurodeputati pd: «La bandiera va rimessa»

Tutt’altra musica suona invece la sinistra. Gli europarlamentari del Pd hanno già stilato un elenco di ribelli e invocano l’intervento del Viminale per il ripristino dell’ordine costituito. In una lettera, il loro capodelegazione Brando Bonifei ha sollecitato il ministro Lamorgesee a «far rispettare la legge, in merito ai sindaci e amministratori che stanno ammainando la bandiera europea nelle loro sedi istituzionali». Tra i nomi citati, il forzista Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo. L’occasione buona per Bonifei e compagni per chiedere «a Berlusconi e Tajani di dire chiaramente da che parte sta Forza Italia in materia di Europa». Ben fatto. E loro, da che parte stanno?

Commenti

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  • PAOLO 5 Aprile 2020

    IO STO CON L’EUROPA DEL MERCATO COMUNE NO CON QUESTA CHE CI HA PORTATO ALLA FAME ANZI ORA DICHIARO ADDIRITTURA DI USCIRE PERCHE’ SE DOBBIAMO FARE LA FINE DELLA GRECIA FACCIAMOLA DA NOI. IL POPOLO ITALIANO HA SEMPRE DELLE RISORSE NASCOSTE SAPREBBE RESUSCITARE

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