Il governo litiga sulla liquidità. Ma per i “capitani coraggiosi” è il quarto lunedì senza incassi

lunedì 6 aprile 18:22 - di Romana Fabiani

Capitani coraggiosi, alias imprenditori, senza fiato.”Bravo il governo, ma può fare di più”, si congratula Matteo Renzi. Che spera di portare a casa la medaglia sul prestito del 25% sul fatturato 2019. Garantito al 100% dallo Stato. Zero burocrazia, gli fanno eco i colleghi della maggioranza. ” Prestiti d’onore da restituire entro 5 anni a interessi zero”. Si impegna davanti ai microfoni televisivi il sottosegretario all’Economia, Stefano Buffagni. Sullo sfondo il braccio di ferro sommerso tra 5stelle e Pd. Che i telegiornali non raccontano. Che i giornali non scrivono.

Imprese al collasso, il braccio di ferro dem-5Stelle

Il corpaccione dem, rappresentanto dal ministro Roberto  Gualtieri ha un odio ideologico, viscerale, quasi atavico per i liberi imprenditori. I capitani coraggiosi. Le partite Iva. Mai amate dai post-comunisti. Mentre l’esecutivo balbetta le proposte del centrodestra gli imprenditori iniziano una nuova giornata senza certezze. Un nuovo lunedì da incubo. Il quarto dal blocco di tutte le attività. E al cardiopalma.

Dopo giorni di febbrili consultazioni con i consulenti del lavoro alle prese con codici e codicilli. Dopo il sudoku della cassa integrazione in deroga. E la corsa a ostacoli  sulla piattaforma dell’Inps, arriva la suspence sulla liquidità. Il governo è imballato, il decreto sigillato. Anzi ancora da scrivere nei nodi strategici. Poche ore fa un nuovo tavolo (tecnico?). A Palazzo Chigi il collegamento in videoconferenza tra Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia i capi delegazione dei partiti. Serve un passaggio politico. Il pomo della discordia, che divide pentastellati e Gualtieri,  è su chi avrà in mano il timone della macro-operazione. Sarà Sace, il braccio assicurativo-finanziario dell’export della Cassa depositi e prestiti, a gestire le garanzie sui prestiti. Ma è scontro sul ruolo di “indirizzo e coordinamento”. Che spetterebbe a via XX settembre.

I capitani coraggiosi non possono più aspettare

Gli imprenditori però non hanno più tempo. Sono quasi a metà mese, scoperti. Sull’orlo del baratro. Ogni giorno che passa senza incassare e un dubbio in più sulla riapertura. Ce la faremo?, si dicono in un tam tam che corre sulla rete e su whatsapp. Fare rete è la parola d’ordine.. “Il lunedì per gli imprenditori è l’inizio della settimana, perciò gambe in spalla. Anche se siamo sigillati in casa e abbiamo le mani legate. E siamo in balìa di un governo che ha fatto trascorrere già un mese. Che non ha capito la gravità della nostra realtà”. Scrive Barbara su Faceobook. Caparbia ma disperata. “Siamo quasi a metà mese. E tanti di noi hanno altri titoli fuori che rientrano e che neanche con la bacchetta magica riusciremo a coprire. E al secondo fine mese è un attimo, buttandoci definitivamente in fondo al baratro”. Ma Gualtieri lo sa? Certo che lo sa. “Perciò forza e coraggio”, continua Barbara titolare di una piccola impresa di porte e infissi. Due figli. ” Se veramente lo Stato garantisce per noi per una liquidità immediata. E le banche si sbrigano, ce la facciamo. Perché siamo imprenditori e nulla ci spaventa. Siamo abituati ad andare a lavorare con addosso la malattia. Ii lutti, le preoccupazioni. Le banche ostili.  E il governo che ci dipinge come ladri e truffaldini“.

Gli strani movimenti del mondo bancario

Evasori seriali? Proprio così. Questo il refrain sotterraneo antico di decenni. La paura del futuro si mescola a una robusto  orgoglio. I capitani coraggiosi lo sanno. Sanno di essere il nerbo dell’economia nazionale. Gli altri lo scoprono dai tg. Serviva il covid 19 per accorgersene? “Un mese di nostra chiusura – dice Eugenio – ha messo noi in ginocchio è vero. Ma ha provocato un danno e immenso all’economia italiana e allo Stato. Mettendo a rischio noi per primi ma gli altri a seguire, tutte le categorie…”. Ma non basta. In queste ore c’è anche il rischio della lunga manina degli istituti di credito. Lanciati in una gara all’acchiappo. “Il sistema bancario finanziario, è da giorni in movimento con proposte allettanti”, osserva Federico. Imprenditore di razza. “A cui non tutti riusciranno a resistere, pur di tentare di salvare la propria piccola azienda, quindi la famiglia. E il cappio al collo, sarà così stretto per bene.Ma non è che il “rallentamento” del governo sia concordato per far inserire nel frattempo chi ci strozzerà per anni?”.

Commenti

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  • Barbara Marcolin 6 aprile 2020

    Grazie ottima descrizione della realtà che noi soprattutto piccoli imprenditori stiamo vivendo le nostre sensazioni, i nostri timori ormai gridato allo sfinimento le nostre speranze per il presente e per il futuro anche se devo ammettere che ormai il terrore ci attanaglia. Grazie Gloria che sei tra chi ascolta e subisce il nostro grido di richiesta di aiuto e di darci in qualche modo voce.

  • fazio 6 aprile 2020

    avrei una proposta per i proprietari di casa dare a loro un credito di imposta del 60% sul totale dell’affitto il restante 40% lo paga l’inquilino che una volta ripreso il lavoro restituisce allo stato in rate di 24, 36 o 48 mesi.Per l’agenzia delle entrate è facile controllare perchè i contratti sono registrati, Invece cosa propone lo stato di ricontrattare l’affitto al ribasso facendolo passare come un beneficio per il proprietario perchè pagherebbe meno tasse sull’affitto non intascato e l’IMU dove lo mettiamo, guarda che non si paga sull’affitto riscosso ma sul valore catastale della casa, mi pare la classica storia del citriolo e l’ortolano in quest caso l’ortolano è il proprietario di casa.

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