Fidanza (FdI) difende il made in Italy: perché la Ue consente vergognose limitazioni?

giovedì 2 aprile 16:24 - di Redazione
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L’eurodeputato Carlo Fidanza accusa la Ue. “La Commissione europea deve continuare a vigilare sulle vergognose limitazioni al mercato interno a cui abbiamo assistito in queste settimane. Dopo l’iniziale blocco delle esportazioni di mascherine e respiratori deve essere accelerata la procedura comune di acquisto avviata dall’Ue per poter aumentare le forniture. Devono essere realizzati e garantiti i corridoi verdi per consentire il transito doganale rapido per i Tir che trasportano generi di prima necessità, alimentari e sanitari”.

Fidanza: basta con i certificati virus free

Prosegue Fidanza: “E ancora bisogna intervenire verso quei soggetti che chiedono indebitamente ai nostri produttori agroalimentari di esibire certificati virus-free. Lo ha dichiarato il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo Fidanza, intervenendo questa mattina a nome del gruppo Ecr all’audizione del Commissario Thierry Breton in Commissione Mercato interno al parlamento europeo. ”Deve essere inoltre garantito il comportamento corretto da parte delle grandi piattaforme telematiche del turismo nei confronti degli operatori del settore alberghiero che stanno già subendo danni enormi in questo periodo”.

L’eurodeputato aveva chiesto anche di rinviare il Green Deal

Nei giorni scorsi Fidanza aveva chiesto alla Ue di rinviare il cosiddetto Green Deal. ”Con l’esplodere dell’emergenza sanitaria e della crisi economica a causa del coronavirus, è di tutta evidenza che anche le priorità di bilancio dell’Unione europea vadano ripensate immediatamente”. Si leggeva in una nota gli europarlamentari di Fratelli d’Italia (Ecr) Carlo Fidanza, Raffaele Fitto, Sergio Berlato, Pietro Fiocchi, Nicola Procaccini e Raffaele Stancanelli.

Fidanza: Non perseguire ricette utopistiche

”Di fronte al rischio di una completa desertificazione del tessuto produttivo, con ricadute sociali devastanti in tutti gli Stati membri, continuare a perseguire ricette utopistiche in nome di un ambientalismo ideologico sarebbe folle e irresponsabile. Prima di preoccuparci della sostenibilità ambientale delle imprese dobbiamo garantirne la sopravvivenza e la liquidità, senza gravarle di ulteriori vincoli e costi”.

“Per questo chiediamo ufficialmente alla Commissione di rinviare il Green Deal fino al termine della crisi. E di presentare una proposta di bilancio 2021-2027 che veda tutte le risorse disponibili destinate alla salvaguardia e al rilancio delle imprese. Su queste basi sarà anche più facile concludere il negoziato sul nuovo bilancio pluriennale. E renderlo operativo fin dal primo trimestre 2021, consentendo così a tutti gli Stati di contare su quelle risorse per la propria programmazione”.

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