Festa del 25 aprile: perché i “partigiani” possono violare la quarantena?

25 Apr 2020 12:29 - di Maurizio Gasparri

In questo tempo sospeso in cui siamo costretti a vivere a causa del cina-virus, che ha sconvolto tutte le nostre abitudini e dissacrato i nostri riti, è semplicemente triste sapere che all’Anpi sono state concesse deroghe per festeggiare il 25 aprile. Non possiamo onorare i nostri morti in Chiesa, non si celebrano più messe, ma si può andare in piazza quando a chiederlo sono i partigiani.

Bisognerà vigilare su quanto accadrà oggi, se la celebrazione si tradurrà nella semplice deposizione di una corona d’alloro o se invece ci sarà qualche assembramento non autorizzabile. Tra l’altro, anche per alcuni funerali forse ci sarebbero stati solo pochi familiari a dare l’estremo saluto, ma anche questo non è stato consentito. Sta di fatto che quando l’Anpi ha protestato, il governo ha subito mollato.

Bisognerà vigilare, quindi, per vedere se ci saranno comportamenti fuori dalle regole, per poi denunciare tutti coloro che li avessero tollerati. In ogni caso c’è già un cedimento incomprensibile. Se c’è un prete che celebra una messa, possono entrare i carabinieri ad interromperlo sull’altare. Ma la Resistenza? Guai a chi la tocca. Faziosi fino alla fine, anche di fronte a certe drammatiche realtà. La madre di tutte le celebrazioni non si può toccare. Ma noi ci chiediamo: davvero il 25 aprile è la madre di tutte le celebrazioni?

Sulla rete vediamo rifiorire le foto di Piazzale Loreto, gli inni alla violenza. Diciamoci allora tutta la verità: purtroppo lo spirito della pacificazione non prevale. Per alcuni l’odio è il dovere di ogni anno, potremmo dire di ogni giorno. Però, che questi sentimenti e certi comportamenti vengano autorizzati dallo Stato è davvero troppo.

Commenti

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  • Francesco Guarducci 27 Aprile 2020

    È che hanno ancora il dente avvelenato per aver perso le due consultazioni elettorali più importanti della storia….le prime due votazioni della nostra storia repubblicana. Il PCI, era una vera macchina da guerra elettorale con la sua capillare organizzazione su tutto il territorio nazionale fatta da circoli, sezioni e con una marea di tesserati ed attivisti. Avevano ben pensato di poter spendere con successo, dal punto di vista elettorale, le tanto, da loro, decantate “vittorie” militari partigiane… Autoingannati dalla Potenza della loro macchina, non si sono resi mai conto, è tutt’ ora è così, che il paese reale, quello che è il vero motore della nostra società, è una cosa diversa…molto diversa. Risultati? Nel 1946, per la costituente DC al 35% Socialisti al 20 e loro al 19. Poi nel 1948 per il rinnovo dei due rami del parlamento, si presentano uniti ai Socialisti sotto il nome di Fronte Democratico Popolare, ci fu la prima scissione dei socialdemocratici e ciò sicuramente influì, ma si fermarono a circa il 31% contro il 48,50 della DC. Purtroppo non di sono ancora ripresi da queste tranvate che di sono beccati! Sono purtroppo convinti che ” la resistenza” sia ancora un qualcosa di spendibile, anche elettoralmente e ciò non fa altro che incrementare il loro livore….

  • pietro 26 Aprile 2020

    Dobbiamo essere positivi e quindi guardiamo il lato positivo della cosa , basta fare la tessera dell’Anpi e subito possiamo uscire per strada e fare tutto quel ca… che ci pare

  • Rocco MASTROCOLA 25 Aprile 2020

    Andassero a lezione da Walter Veltroni, autore di questo contributo per il libro di Andrea Cangini, in omaggio si suo padre sepolto in camicia nera… “IL FASCISMO – ha scritto W.V. ex Segretario del PD – ha goduto di un ampio, diffuso e radicato consenso nel Paese. Rimuoverlo e cancellare l’analisi veritiera e onesta della sua natura ha reso fragili le basi della nostra democrazia”.

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