FdI a Di Maio: “Blocchi i 500 milioni diretti ai Paesi poveri e li lasci in Italia”

venerdì 3 aprile 15:50 - di Redazione

“Il ministro Di Maio o ci fa o ci è! FdI continua a sostenere che non vi fosse alcuna scadenza e alcun obbligo per corrispondere, a qualsivoglia titolo, 70 milioni di euro alla Tunisia e alla Bolivia. In ogni caso, l’emergenza nazionale avrebbe dovuto imporre al ministro degli Esteri di congelare quelle erogazioni e utilizzare quei fondi per curare le ferite della nazione”.

Al posto di continuare ad alimentare la polemica solo perché beccato con le mani nella marmellata, il ministro provi l’ebbrezza di una esperienza nuova e per la prima volta si renda utile alla nazione. Fra poco si riunirà il comitato congiunto per erogare centinaia di milioni di euro alla cooperazione internazionale, nuovamente sottratti alle necessità della nazione.

“Di Maio, se ci sei batti un colpo”

Di Maio aderisca immediatamente alla proposta di Fratelli d’Italia: blocchi i fondi e li eroghi, alle medesime condizioni, a imprese e partite iva italiane. Ci risponderà il ministro o sprofonderà nuovamente nel vuoto cosmico per poi riaffiorare solo per le polemiche? Di Maio errare è umano (nel tuo caso ancor di più), perseverare è diabolico (anche per te che puoi confidare sull’attenuante della scarsa comprensione). Si chiama resipiscenza e potrebbe attenuare il giudizio morale e politico che gli italiani hanno già emesso sul tuo operato”.
Lo dichiara Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo FDI in commissione Esteri.

Delmastro ha lanciato nei giorni scorsi un appello al governo. Soprattutto in un momento in cui stiamo combattendo su due fronti drammatici: quello sanitario e quello economico. Dunque , le cifre: “Abbiamo ancora quasi 500 milioni di euro di fondi per la cooperazione internazionale: fermiamoli, diamoli alle medesime condizioni alle nostre imprese, salviamo la Nazione. Siamo in guerra e Fratelli d’Italia pretende che anche il governo stia in trincea con l’Italia; e non la diserti per stare al fianco di ogni bandiera che non sia il tricolore”.

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