Dietro il crollo del ponte di Albiano c’è anche il “metodo Toninelli”

giovedì 9 aprile 14:01 - di Maurizio Gasparri

Un sordo boato e l’Italia si è ridestata dal torpore in cui è caduta da un mese. Un altro ponte crollato e per una volta dobbiamo dire grazie all’epidemia che tiene in casa tantissimi italiani se non è successa una tragedia. Le immagini del ponte di Albiano, al confine tra Liguria e Toscana, sono impressionanti. Come tanti mattoncini Lego, si è accartocciato su se stesso e il pensiero è andato subito a Genova, alla terribile tragedia del Morandi e a quanto poco i fatti di allora abbiano insegnato. Siamo anzi allarmati e costernati, ma soprattutto esterrefatti nell’apprendere che l’Anas aveva fatto una serie di sopralluoghi e rilievi, e che da queste rilevazioni non erano emerse alcune criticità. A novembre scorso l’Anas, nonostante crepe e danni evidenti, aveva ritenuto che non si corresse alcun pericolo imminente. Negli ultimi mesi, inoltre, il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, aveva scritto ben tre lettere all’Anas per segnalare ulteriori criticità sulla stabilità del ponte di Albiano. Ma per l’Anas non c’erano le condizioni per richiedere un intervento o tanto meno la chiusura. La procura ha intanto aperto un’inchiesta perché è giusto accertare tutte le responsabilità, a partire eventualmente da quelle dell’Anas, che dovrebbe aprire cantieri piuttosto che negare disastri. Ma quello che più ci preoccupa è il livello di credibilità che oggi ha un’azienda come l’Anas, aggravata dalla recente gestione dei grillini. Un’azienda devastata come tante altre dal “metodo Toninelli”, ovvero dell’incompetenza al potere. Gli esempi sono purtroppo tanti. Ovunque i grillini abbiamo messo le mani, il segno lasciato è stato all’insegna del caos e dell’inefficienza. Basti pensare a quello che è successo all’Inps del presidente Tridico che non è stato in grado neanche di assicurare il funzionamento di un sito internet. Con il ‘metodo’ Toninelli l’Italia è condannata al fallimento. Liberarci da tanta incapacità è un’emergenza democratica.

Commenti

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  • remo balestra 10 aprile 2020

    sembravano il nuovo che avanza e molti onestamente ci hanno creduto,ma difronte ai fatti molte cose sono cambiate, basta capire il perchè il Sig. Paragone nè è uscito a buona ragione e per onestà politica….

  • mauro soana 9 aprile 2020

    Sono stanco di veder sbandierata a ogni piè sospinto la loro supposta onestà. L’onestà non dovrebbe rientrare nei requisiti in quanto ovvia e scontata. Servono competenza e capacità decisionale. Paradossalmente tra un politico onesto ma totalmente incapace forse ne preferisco uno bravo e capace anche se mariuolo.

  • Aurelio 9 aprile 2020

    e nonostante i fatti, rimaniamo inerti a morire.
    Siamo tutti capre, destinate ad essere uccisi da personaggi vigliacchi e incompetenti.
    I diritti non sono mai stati regalati, ma sempre conquistati, non dimenticatelo mai.

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