Di Battista vuole l’asse con la Cina: una bomba che crea scompiglio nel governo. Chi lo smentirà?

domenica 19 aprile 19:51 - di Redazione

Alessandro Di Battista è tornato. E si è fatto subito notare. L’ex parlamentare 5Stelle, punto di riferimento dell’ala barricadera  del Movimento, prima è intervenuto con un altoltà sulle nomine provando a stoppare l’accordo sulle aziende di Stato. Poi è intervenuto su Mes e Consiglio europeo sul Fatto quotidiano. “Ci spingeranno a indebitarci per poi passare all’incasso – scrive – ma abbiamo delle carte da giocare”. E tra le carte che Di Battista indica c’è quella dell’asse con la Cina. Una vera e propria bomba. “Il rapporto privilegiato con Pechino che, piaccia non piaccia, è merito del lavoro di Di Maio”, dice. E poi la previsione sul fatto che “la Cina vincerà la terza guerra mondiale”. Parole che stravolgono il quadro di alleanze dell’Italia, dove un esponente M5S siede sulla poltrona di ministro degli Esteri.

Le parole di Di Battista inquietano. E soprattutto per gli scenari geopolitici che indica. “L’intervento di Alessandro Di Battista su Il Fatto Quotidiano – si lamenta Carlo Calenda –  oltre a essere pieno di imbecillità è un ulteriore segnale dell’impossibilità di governare un passaggio drammatico per l’Italia con questa maggioranza. Occorre lavorare per costruire un vero governo di unità nazionale. Ora”.

Anche nel M5S non l’hanno presa bene. E lo si vede dalle chat dei parlamentari dove corrono parole grosse: Di Battista fa lo sciacallo e tenta di dividere il M5S. “Facciamo la lista dei puri e la lista dei coglioni…”, scrive, caustico, Gabriele Lorenzoni, che aggiunge: “Di Battista fa l’opposizione dall’esterno e lo ha sempre fatto da due anni a questa parte”. Ancor più duro il commento di Gilda Sportiello: “Esistono sciacalli e sciacalli. Chi come Salvini lo fa a modo suo e chi ogni tanto resuscita per tenere caldo il suo posto al sole”. Paola Carinelli lancia la sfida: i parlamentari che hanno sottoscritto il post “abbiano anche il coraggio di firmare una sfiducia al governo. Se no sono solo codardi”, scrive la compagna del capo politico Crimi, per la quale “è folle” in questo momento “scatenare una conta… è evidente – aggiunge – che la quarantena sta dando alla testa”.

Tra i più inviperiti i renziani. Col presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone che scrive: “Di Battista ci ha scritto la sua ricetta, in soldoni gli ingredienti sono: Italia fuori dall’Europa, diventi la ventitreesima provincia della Repubblica Popolare Cinese. Mi auguro che Conte e Di Maio non restino in silenzio, mi aspetto un chiarissima e netta presa di distanza”.

E Daniela Santanchè di FdI tira le somme: “Se Di Battista fosse coerente e dicesse quello che fa e facesse quello che dice, anziché continuare a polemizzare in modo sterile per mera visibilità individuale, porrebbe la questione del partito e del governo. Anche se M5S cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto, è sotto agli occhi di tutti che questo governo si regge su una minoranza senza rappresentanza politica nel Paese. Prima se ne vanno a casa meglio è! Altro che ‘non mollo’. Ma di che parla Conte?”.

 

Commenti

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  • Menono Incariola 20 aprile 2020

    Prima che l’Italia diventi la 23^ma provincia Cinese, potra’ scegliere di NON ESSERE PIU’ LA PATTUMIERA D’EUROPA, ne’ la PORTAEREI AMERICANA NEL MEDITERRANEO. A noi di certo LA NATO NON CONVIENE.
    Basta guardare DA QUANTI ANNI abbiamo le sinistre al governo, specialmente UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, CHE STABILMENTE TRAMA CONTRO LA VOLONTA’ DEL PAESE. DA SCALFARO IN AVANTI.

  • Domenico de santis 19 aprile 2020

    embè non ha la poltrona da difendere

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