Coronavirus, Gramazio: “La Regione Lazio sottovaluta l’emergenza. Tutto quello che non va”

3 Apr 2020 14:07 - di Redazione
Lazio

La Regione Lazio sta sottovalutando l’emergenza coronavirus. L’ex senatore Domenico Gramazio, ma soprattutto ex presidente dell’Agenzia di sanità pubblica del Lazio, è uno che se ne intende e ha il polso della situazione. Oggi scrive una lettera al direttore del Tempo. Quotidiano sul quale da giorni Gramazio, sta segnalando diversi aspetti che non vanno dell’emergenza che Zingaretti e giunta ignorano. Molto attivo sui social, sta in particolar modo portando avanti la battaglia per la riapertura del Forlanini. Ecco la lettera di Domenico Gramazio  sul Tempo oggi in edicola:

Gramazio: i medici di famiglia senza dispositivi di difesa

“Caro Direttore, ti invio questa nota per puntualizzare  alcuni aspetti della sanità  del Lazio. Siamo sempre in attesa che D’Amato faccia avere  ai nostri medici  di famiglia i dispositivi  di difesa personale richiesti. Ben 4 associazioni dei medici hanno  denunciato la mancanza di dispositivi (mascherine e camici). Tenendo bene a mente che ogni giorno  aumentano  i camici bianchi caduti nella lotta alla pandemia” .

“E’giusto ricordare il caso di Nerola”, continua Gramazio. “Qui  dopo la proclamazione della zona rossa è  arrivato il camper dei medici di famiglia con il vice dell’ ordine dei medici Bartoletti per fare i tamponi. Ora lo Spallanzani grazie alle richieste della brava sindaca effettua un esame epidemiologico. Il Nomentano Hospital dove erano ricoverati 50 cittadini di Nerola ha chiesto  all’assessore
D’Amato di essere trasferiti in altra struttura. Perché  le promesse di aiuto della Regione non sono mai arrivate” .

“Si continua ad utilizzare alberghi in disuso per ricovero di positivi  lievi. Mentre  strutture sanitarie predisposte nella provincia di Roma come già  denunciato non vengono  utilizzate. Il Forlanini, ad un passo dallo Spallanzani con 120000firme a sostegno non viene utilizzato. Mentre  al San Camillo viene sabotato il laboratorio di analisi che doveva entrare in funzione  oggi. L’Anisap ( associazione dei laboratori privati ) chiede a Zingaretti e D’Amato di fare chiarezza per la verifica sierologica  del virus; laddove ci sono strutture  che chiedono 150 euro, quando il giusto  si aggirerebbe  da 60/80 €.  Compreso il medico che esegue l’esame”.

Conclude Gramazio: “Sono tante le strutture che possono eseguire  gli esami in piena sicurezza. Dalla Regione come al solito nessuna risposta. Intanto l’elisoccorso del Lazio quotidianamente trasporta in piena sicurezza malati dalla Lombardia agli Ospedali della nostra regione”. Insomma, un gran caos. E Zingaretti non risponde.

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