Vespa furioso per lo stop a “Porta a Porta”: “Il mio tampone è negativo. Decisione politica”

martedì 10 marzo 12:58 - di Redazione
Vespa

Vespa è su tutte le furie per la decisione di Viale Mazzini di bloccare il suo “Porta a Porta”. Il conduttore giudica pretestuosi i motivi alla base della decisione. Il punto dolente è stato l’incontro in studio col leader del Pd. Ma Vespa spiega:

“Decisione politica”

“Nicola Zingaretti è venuto a ‘Porta a porta’ nel pomeriggio di mercoledì scorso; e ha manifestato i primi sintomi di positività al virus sabato. Il direttore generale dello Spallanzani, professor Ippolito mi ha confermato che il rischio si limita alle persone che nelle 48 ore precedenti (e non 72, come nel nostro caso) abbiano avvicinato la persona infetta: per più di mezz’ora e a meno di un metro di distanza. Questo con Zingaretti non è avvenuto. Non esiste pertanto alcuna ragione sanitaria su cui si fondi il provvedimento”.

La nota di Vespa prosegue: “Poiché si è creato un allarme diffuso a via Teulada e tra i personaggi dello spettacolo ospiti della prima serata di venerdì, ho chiesto domenica di poter fare un tampone per tranquillizzare tutto il nostro mondo. Com’era prevedibile, il tampone ha dato esito negativo. Ieri sera il presidente della Società italiana di Pneumologia e ordinario nell’Università Cattolica, professor Richeldi mi ha rilasciato un certificato di buona salute e asintomaticità”. In tal senso “ritenendo che io possa andare in onda dal nostro studio. Pronto a ripetere i controlli quando necessario”.

“L’altra sera -aggiunge il conduttore- il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, professor Brusaferro, mi ha confermato che l’arco temporale del contagio è tra i 4 e i 7 giorni. Nella settima successiva si manifestano casi poco frequenti. Facendomi carico delle ansie del mondo produttivo del Centro tv di via Teulada, ho chiesto di poter condurre la trasmissione in collegamento da casa mia. Nemmeno questo mi è stato accordato”.
“E’ sconcertante che mentre il Paese chiede sempre più informazione si chiuda una trasmissione importante senza un motivo ragionevole. Debbo purtroppo concludere che la direzione aziendale ha tenuto conto del parere del segretario Usigrai che da sempre considera ‘Porta a porta’ un abuso. Ma questo dà alla decisione un sapore politico che mi preoccupa”. Lo afferma Bruno Vespa, in una nota in cui contesta la decisione della Rai di non mandare in onda ‘Porta a porta’. “Mi auguro perciò -conclude il
conduttore- che domani e dopodomani ‘Porta a porta’ possa andare
regolarmente in onda nelle modalità che saranno concordate.Mi scuso
con gli invitati di questa sera: l’onorevole Giorgia Meloni, il
presidente dell’Iss Brusaferro, il professor Galli del Sacco di
Milano”.

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