Santoro e Vauro: “Siamo nati storti”. E pubblicano il “coronadelirius” , passando da Orietta Berti a Bertolaso

martedì 24 marzo 9:43 - di Gianluca Corrente
Santoro e Vauro

Michele Santoro e Vauro, i più bersagliati sul web, si sorreggono a vicenda anche sul coronavirus. Il giornalista firma un lungo intervento sul sito ufficiale del disegnatore. L’accoppiata diventa rossa che più rossa non si può. Il titolo è già esplicito: “Coronadelirius”, forse perché i due ancor prima erano già consapevoli che il giudizio sarebbe stato proprio questo, «stanno delirando».

Il “prodotto” di Santoro e Vauro

“Domande in una bottiglia”, quindi. Il testo viene illustrato con una vignetta in cui un uomo – in pantaloncini, maglietta e scarpe da ginnastica – si blocca in un giardino davanti a un cartello con la scritta “Achtung minen”. Il titolo della vignetta è «È una guerra» e la didascalia recita: «Nuove misure antirunner».

Quei tricolori sventolati sui balconi…

«Sono nato storto. Dunque non ci posso far niente se vedo le cose in maniera differente. Chiedo scusa in anticipo per quello che dirò. Comunque è destinato a pochi». Così esordisce  Santoro. «Ci hanno promesso che “tutto andrà bene e il mondo non sarà più lo stesso”. E immediatamente Fiorello, centocinquanta cantanti di Sanremo, Fedez, la Ferragni e perfino Vespa si sono fatti garanti del cambiamento. Perciò i vecchi entusiasti sventolano il tricolore abbracciati ai nipoti . E si sporgono al davanzale per urlare, come Mazzini e Garibaldi, che “sono pronti alla morte”».

Qualche domanda in bottiglia

Santoro e Vauro non si smentiscono. «Chi è il nemico?», scrive il conduttore tv. «Il virus e i suoi alleati. Che stavolta non sono i neri o gli zingari ma chi corre nei parchi e porta a spasso il cane. Il frastuono della maggioranza è tale che da cittadino osservante delle regole (che non vuole invitare nessuno a rifiutarsi di rispettarle) mi limito a infilare qualche domanda in una bottiglia».

Santoro e Vauro, partono le accuse

E qui cominciano le accuse. «I focolai partono tutti dagli ospedali, dagli ospizi e, sospetto, dai supermercati dove si mettono in fila per ore persone molto anziane. Siamo sicuri che chi è a rischio e i luoghi a rischio siano monitorati e protetti efficacemente? Siamo sicuri che i medici che curano i pazienti con Coronavirus ancora oggi non si occupino di altre patologie e di altri pazienti?».

L’accoppiata Santoro e Vauro non fa sconti

E ancora: «Siamo sicuri che tutti i reparti specializzati siano assolutamente separati dalle altre zone degli ospedali? Siamo sicuri che gli impianti di aerazione dei supermercati e degli ospedali siano stati rivisti, adeguati e bonificati? In quanto tempo le nostre aziende produrranno mascherine e macchine per la respirazione? Continuiamo pure a cantare “Azzurro” e “Battisti” e “Io sono un italiano”. Dimentichiamo che il nostro inno fino a pochi giorni fa era “Finché la barca va”».

Da Savonarola a De Luca

Il primo scrive, l’altro pubblica. Il “parto” di Santoro e Vauro ha un travaglio lungo. «Accettiamo che i talk che “erano morti” siano diventati “un servizio essenziale”», incalza Santoro. «Ascoltiamo con interesse gli stessi “esperti” ripetere fino allo sfinimento le stesse cose. Consideriamo indispensabili le auto con gli altoparlanti che, quasi Savonarola, ci invitano a rimanere tappati in casa. Limitiamoci soltanto a escludere dai provvedimenti necessari i cecchini che De Luca metterebbe sui tetti a guardia della salute pubblica».

«Qualcuno ci dia delle risposte»

«Ma in cambio qualcuno ci spieghi perché abbiamo più morti della Cina, della Corea del Sud, e di Francia e Germania», continua Santoro. «Solo “perché c’è ancora tanta gente in strada”?». Attacchi all’opposizione, attacchi ai rosso-gialli. Il governo deve qualche risposta, «rassicurandoci sul fatto che non stia scaricando su di noi le sue responsabilità. Altrimenti stiano a casa anche i ministri. E governino gli scienziati, affiancati dal solito Bertolaso con pieni poteri. Lui saprà chiudere di sicuro ciò che va chiuso e riaprire ciò che è veramente indispensabile: i centri massaggi», conclude Santoro.

Commenti

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  • Manrico PADERNO 25 marzo 2020

    cari amici del Secolo non condivido che si voglia dare voce ancora a due delinquenti della comun icazione che nel corso della loro inutile vita hanno solo saputo criticare e insultare chi lavorava senza mai fare nulla o proporre nulla, ma vorrai loro ricordare che il virus non perdona che stiano molto attenti

  • roberto 24 marzo 2020

    Direttore non sono un grande credente in Dio che pur rispetto e non bestemmio, ma mi scusi unire Vauro e Santoro mi sembra un ulteriore acclamazione nei loro confronti, perché queste persone solo per quello che hanno detto e dicono,sarebbero solamente da lasciare in una isola deserta e in mezzo al mare con gli squali che ,se si fanno il bagno li sbranano.Mi perdoni ma non li nomini ne li pubblichi più. Grazie

  • GIUSEPPE GUIDA 24 marzo 2020

    A parte quello che ordinava il Cremlino, ma c’è qualcosa nel mondo che non vi disturba?

  • Leo 24 marzo 2020

    Dio, pardon Satanasso, li fa e poi li accoppia . Che altro dire ? Mi fanno un po’ pena entrambi. vauro perlomeno quando il cervello lo aiuta fa belle vignette. Ultimamente però il cervello lo aiuta di rado con le vignette. Ultimamente vauro con il cervello a mio avviso ci litiga un po’. santoro pure….

  • roberto bassi 24 marzo 2020

    questi due non sono persone, tanto meno personaggi; sono esseri immondi, viscidi, contro natura, disfattisti di mestiere, inutili. cosa ci fanno al mondo?

  • Cesare Zaccaria 24 marzo 2020

    Santoro e Vauro non godono delle mie simpatie, ma in questo caso condivido tutto ciò che affermano.
    Faccio osservare che i milioni di stranieri immigrati che soggiornano nel nostro Paese pare che siano immuni da CoronaVirus in quanto vaccinati.

  • Stefano 24 marzo 2020

    Santoro e Vauro siete due persone indegne. Vergognatevi.

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