«Quando hanno intubato mio padre…»: la campagna del sindaco di Cagliari scatena l’ipocrisia della sinistra

mercoledì 25 marzo 12:48 - di Redazione
Cagliari

“Quando hanno intubato mio padre ho ripensato a quella passeggiata che dovevo evitare”. Ancora: “Quando hanno portato mia madre in ospedale, ho capito che dovevo rinunciare alla corsa”. Infine: “Quando mio figlio è stato contagiato, ho capito che dovevo rinunciare a quella spesa inutile”. Sono le scritte su tre manifesti che campeggiano a  Cagliari lungo strade di ampia percorrenza. Sono  accompagnate dallo slogan ‘meno usciamo, prima ne usciamo” a firma del sindaco Paolo Truzzu.

Una comunicazione diretta, volta a stigmatizzare le attività che possono essere evitate per il bene di tutti. Perché inutili e procrastinabili per la salute pubblica per cui combattono medici e sanitari. Ma la campagna del sindaco di Fratelli d’Italia  ha scatenato le polemiche sui social e la richiesta di rimozione immediata dei manifesti da parte dei consiglieri comunali di opposizione. “Rimuova questi manifesti, crea terrorismo psicologico”. Quella certa sinistra che ancora sarebbe lì a prendere aperitivi nelle vie di Milano con Sala, ora si permette di tuonare con il buon senso. Senza parole.

Il sindaco Truzzu ha affidato a Fb la sua replica: “Sono messaggi molto forti. Sapevo che sarei stato attaccato e avrei ricevuto gli insulti. Voglio che, passato lo choc iniziale, si possa riflettere. Senza nessun intento di criminalizzazione dei cagliaritani, come qualcuno, dedito più alla propaganda e alla mistificazione, ha voluto far credere”.

Truzzu spiega ancora i motivi della sua campagna: “Vedendo i flussi di traffico vi dico che non sono così pochi quelli che si muovono senza giustificazione. E ne basta uno per costringere una mamma a casa con i propri bambini un altro mese. Un imprenditore a tenere ancora la serranda abbassata; un professionista a non avere più lavoro, un lavoratore a stare a casa sperando nei sussidi del governo”.

Ancora: basta un’imprudenza inutile per costringere ” un operatore dei servizi essenziali a uscire di casa con il terrore; un uomo delle forze dell’ordine a lavorare sperando di cavarsela ogni giorno; un operatore della sanità ad affrontare turni massacranti. In condizioni di lavoro complicate”. Infine la precisazione: “La campagna non costa un euro, è gratuita come le affissioni”.

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