Luca, 19 anni, morto a Londra di Covid. Gli avevano detto: “Sei giovane, non rischi”

domenica 29 Marzo 12:51 - di Laura Ferrari

Luca Di Nicola aveva 19 anni, è morto a Londra, ufficialmente di polmonite. Molto probabilmente di Covid. Senza alcun soccorso. L’aiuto cuoco che viveva e lavorava nella capitale inglese, è morto per una complicazione polmonare seguita ad una febbre con la quale conviveva da alcuni giorni.

I familiari (la madre che viveva a Londra assieme a Luca, papà nonni e fratello che vivono in provincia di Teramo) sono in attesa dell’esito del tampone per accertare quello che i medici del Regno Unito hanno, al momento, solo ipotizzato. Ossia che a causare il decesso del giovane Luca possa essere stato il terribile Covid19. Risposte definitive che potranno essere date solo quando le autorità sanitarie comunicheranno il responso.

“Hanno detto a Luca, sei giovane, tanto non muori”

Giada, la zia di Luca, denuncia a Repubblica.it: «Per una settimana prima di morire, Luca ha avuto febbre e tosse come mia cognata Clarissa e il suo compagno Vincenzo che vivevano nella stessa casa. Pareva influenza. Il medico di base a Londra ha somministrato a mio nipote del paracetamolo. Ma Luca si è aggravato il 23 marzo. Il medico lo ha visitato a casa e gli ha detto che era giovane, forte e che non si doveva preoccupare di quella brutta influenza».

Luca è morto dopo aver accusato dei dolori al petto. Visto il precipitarsi della situazione, è stata chiamata l’ambulanza. Ancora la zia del ragazzo: «L’hanno intubato e subito ricoverato in terapia intensiva al North Middlesex Hospital di Londra. Ma dopo mezz’ora, intorno alle 7 di sera, Luca è morto. Senza aver fatto neanche una lastra prima».

Tampone per il Covid mai fatto

Le autorità inglesi, fanno sempre sapere i familiari di Luca,avevano detto di aver fatto un tampone post mortem. Invece pare che gli esami per il Covid saranno forse eseguiti martedi.

Luca si era trasferito nella capitale inglese già da qualche anno per raggiungere la madre e lavorava come aiuto cuoco in un ristorante. A Nereto, la cittadina abruzzese in cui è nato e dove vivono ancora il padre e il fratello la notizia della tragedia si è diffusa rapidamente. “Come amministrazione ci siamo messi subito a disposizione della famiglia – ha detto il vicesindaco – per tutto quello che può servire”.

 

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