Londra verso la chiusura totale. “Contro il coronavirus come in guerra”

giovedì 19 marzo 14:06 - di Valter Delle Donne

I media britannici anticipano che già a partire da domani il governo potrebbe imporre la chiusura di Londra, primo passo verso la chiusura del resto del paese, per fare fronte all’epidemia del nuovo coronavirus.  Il Financial Times cita diverse fonti secondo cui il provvedimento, che avrebbe una durata di 14 giorni, viene considerato dopo il rapido aumento dei casi di contagio registrato negli ultimi giorni (ieri ci sono stati 676 nuovi casi di Covid-19).

Domani il governo chiuderà Londra?

Ieri il premier Boris Johnson aveva detto di “non esclude alcuna possibilità” in risposta a una domanda specifica sulla chiusura della città. Ma la decisione verrebbe annunciata con 12 sole ore di anticipo, scrive il Financial Times precisando che il provvedimento implica fra l’altro che una sola persona, per nucleo familiare, potrà uscire di casa alla volta, e solo per attività essenziali. In una intervista alla Bbc il ministro dell’Istruzione, Gavin Williamson, ha detto che “al momento la misura non è in programma” ma come dimostra la decisione, annunciata ieri, di chiudere tutte le scuole, ha aggiunto, “saranno fatte le scelte estremamente difficili che possono rendersi necessarie per proteggere la popolazione”. A Londra oggi, le autorità hanno chiuso 40 stazioni della metropolitana e numerosi musei, bar e ristoranti non hanno aperto.

“C’è molta paura in giro, ci consideriamo in guerra”

Ma come stanno vivendo l’emergenza gli italiani a Londra? Lo spiega Vincenzo Zaccarini, imprenditore nel settore agrolimentare, da oltre trent’anni nel Regno Unito. “Ora la gente comincia ad avere paura. Si teme di finire nella stessa situazione dell’Italia. L’atteggiamento che sta prendendo piede è quello di un’emergenza bellica. Ci consideriamo in guerra, l’esercito circola in modo massiccio per le strade”.

“La mia azienda è nel settore del food, quindi noi siamo considerati lavoratori chiave. Siccome forniamo ancora case di riposo e ospedali, stiamo facendo tante consegne a domicilio. Con mille difficoltà abbiamo dovuto “parcheggiare” alcune persone”. Il termine “parcheggiare”, è infatti stato utilizzato per i lavoratori che vengono rimandti a casa. “Non licenziati, perché finita l’emergenza torneranno operativi. Nel frattempo non pagano tasse e mutui, per trenta giorni. Almeno speriamo che un mese sia sufficiente. L’unica certezza – conclude Zaccarini – è che c’è molta paura in giro”.

 

Commenti

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  • Silvia 20 marzo 2020

    Ma non eravamo noi Italiani che usavamo la scusa del coronavirus per non fare niente? Ora se ne stanno accorgendo anche loro…….

  • federico 20 marzo 2020

    L’impero Britannico entrò nell’ultima guerra appunto come impero, che si estendeva dal Canada all’Australia all’India, un pezzo di Asia e mezza Africa. Ne uscì ridotto ad un’isola in cui non c’erano nemmeno più alberi da tagliare per scaldarsi. Che vittoria! Speriamo questa volta le cose vadano meglio.

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