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L’indignometro / Vergogna Rai: mancano idee, flop di ascolti e sesso in fascia protetta

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  1. valerie ha detto:

    Sbagliato Gasparri! Si tratta propria di ultime tendenze di moda, e come tutte le mode è inutile tentare di arrestarle! Più lo fai e più le rafforzi. Dovrebbero passare da sé, ma se a muovere le marionette dietro a tutto c’è la fantomatica-lobby-che-non-esiste dei poverelli discriminatissimi arcobaleno, che pur non esistendo è tra le più potenti del mondo e mette in riga chi vuole, hai voglia a indignarti e contrastare! Per sperare di fermare la mafia della ‘fantomatica’ teoria gender dovreste prima impedire al maiale ebreo-ungherese di finanziare le università americane con centinaia e centinaia di milioni, e poi togliere i suoi fantocci dalle istituzione europee, Corte di Giustizia compresa.

  2. Guanni53 ha detto:

    Gli ascolti calano perché ormai la RAI è il tempio del politicamente corretto, del buonismo estremo, dell’ integrazione ad oltranza : spots che ormai, nel Paese, non incantano più nessuno. Per il sesso invece non mi scandalizzo più di tanto : all’epoca di un web senza freni, non ha più alcun senso parlare di fasce protette. Anzi, se il linguaggio del sesso viene presentato nella giusta veste, può essere anche un veicolo educativo. È inutile scandalizzarsi per qualche nudo di troppo, se poi anche un quindicenne può accedere a siti pornografici. Meglio vederlo in TV, con le protezioni del caso.

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di Maurizio Gasparri - 14 Marzo 2020