L’indignometro / Vergogna Rai: mancano idee, flop di ascolti e sesso in fascia protetta

sabato 14 Marzo 11:56 - di Maurizio Gasparri
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L’indignometro di oggi solleva la sua asticella al livello massimo contro la Rai. L’attuale dirigenza del servizio pubblico ha dimostrato in diverse occasioni di non essere all’altezza del delicato compito affidatole. Anche da un punto di vista dell’offerta, siamo molto lontani dagli alti standard di qualità delle tv pubbliche straniere. Mancano idee, mancano programmi di punta ed anzi si persevera col compiere scelte che si rivelano, come prevedibile, un flop di ascolti. Ma quanto accaduto alcuni giorni fa in orario di punta e in piena fascia protetta ha dell’incredibile.

La Rai spiega come cambiare sesso

Mentre l’Italia intera è sotto shock perché non sa come né quando passerà l’emergenza coronavirus, ed è costretta in casa anche a guardare la televisione, sulla rete ammiraglia va in onda, alle 15.30 del pomeriggio una trasmissione che ci spiega i dettagli vari del cambiamento di sesso, la disforia di genere, gli ormoni e tutti i nessi e connessi. Un tema così delicato e controverso trattato dalla principale rete televisiva italiana tra la ricetta di un risotto e un tg. Non c’è bisogno di essere particolarmente addentrati in vicende televisive per capire che quanto accaduto non è solo censurabile, ma anche sanzionabile. Certi temi non possono essere trattati con tanta facilità, come se si parlasse delle ultime tendenze della moda. E men che meno in un orario protetto, con i bambini certamente a casa per via delle misure restrittive.

Addio fasce protette, c’è la libertà di sproloquiare

Trovo vergognoso che nessuno in Rai abbia fermato questo sconcio, sul quale come componente della commissione di Vigilanza vorrò personalmente fare chiarezza. Si impediscono ad alcune trasmissioni di informazione di andare in onda e poi si lascia libertà di sproloquiare su argomenti che meriterebbero ben altre collocazioni. La stessa Autorità delle comunicazioni, intervenuta incredibilmente per sanzionare alcuni programmi di informazione, a questo punto si occupi di quanto accaduto su Rai Uno. Un silenzio complice, in questo caso, sarebbe intollerabile.

Commenti

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  • valerie 14 Marzo 2020

    Sbagliato Gasparri! Si tratta propria di ultime tendenze di moda, e come tutte le mode è inutile tentare di arrestarle! Più lo fai e più le rafforzi. Dovrebbero passare da sé, ma se a muovere le marionette dietro a tutto c’è la fantomatica-lobby-che-non-esiste dei poverelli discriminatissimi arcobaleno, che pur non esistendo è tra le più potenti del mondo e mette in riga chi vuole, hai voglia a indignarti e contrastare! Per sperare di fermare la mafia della ‘fantomatica’ teoria gender dovreste prima impedire al maiale ebreo-ungherese di finanziare le università americane con centinaia e centinaia di milioni, e poi togliere i suoi fantocci dalle istituzione europee, Corte di Giustizia compresa.

  • giovanni vuolo 14 Marzo 2020

    Gli ascolti calano perché ormai la RAI è il tempio del politicamente corretto, del buonismo estremo, dell’ integrazione ad oltranza : spots che ormai, nel Paese, non incantano più nessuno. Per il sesso invece non mi scandalizzo più di tanto : all’epoca di un web senza freni, non ha più alcun senso parlare di fasce protette. Anzi, se il linguaggio del sesso viene presentato nella giusta veste, può essere anche un veicolo educativo. È inutile scandalizzarsi per qualche nudo di troppo, se poi anche un quindicenne può accedere a siti pornografici. Meglio vederlo in TV, con le protezioni del caso.