L’egoista Europa prenda esempio dalla piccola Albania: Tirana ci invia un team di 30 medici e infermieri

domenica 29 marzo 12:12 - di Redazione

“Non siamo privi di memoria: non possiamo non dimostrare all’Italia che l’Albania e gli albanesi non abbandonano mai un proprio amico in difficoltà. Oggi siamo tutti italiani, e l’Italia deve vincere e vincerà questa guerra anche per noi, per l’Europa e il mondo intero”. E’ quanto ha detto il premier albanese Edi Rama, salutando all’aeroporto di Tirana un team di 30 medici e infermieri albanesi in partenza per l’Italia in aiuto ai colleghi impegnati nella lotta al coronavirus in Lombardia: “Voi membri coraggiosi di questa missione per la vita, state partendo per una guerra che è anche la nostra”, ha aggiunto rivolgendosi al team sanitario.

“Trenta nostri medici e infermieri partono oggi per l’Italia, non sono molti e non risolveranno la battaglia tra il nemico invisibile e i camici bianchi che stanno lottano dall’altra parte del mare. Ma l’Italia  è casa nostra da quando i nostri fratelli e sorelle ci hanno salvato nel passato, ospitandoci e adottandoci mentre qui si soffriva”, ha aggiunto Rama nel breve saluto cui era presente anche l’ambasciatore d’Italia in Albania, Fabrizio Bucci.

“Noi stiamo combattendo lo stesso nemico invisibile. Le risorse umane e logistiche non sono illimitate, ma non possiamo tenerle di riserva mentre in Italia c’è ora un enorme bisogno di aiuto”.

“E’ vero che tutti sono rinchiusi nelle loro frontiere, e paesi ricchissimi hanno voltato le spalle agli altri. Ma forse è perche noi non siamo ricchi e neanche privi di memoria, non possiamo permetterci di non dimostrare all’Italia che l’Albania e gli albanesi non l’abbandonano”.

 

 

Commenti

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  • Irene Peta 30 marzo 2020

    Grande Albania, nonostante le sue limitate risorse, specialmente dopo il devastante terremoto che l’ha colpita poco tempo fa, si dimostra amica e generosa nei nostri confronti! Grazie Albania dal profondo del cuore!

  • Paolo Ferlini 30 marzo 2020

    Sicuramente non saranno i trenta medici albanesi a risolvere il problema ma sicuramente sono le parole ed il gesto di un Presidente e di un Paese dove nonostante il terremoto appena passato e la “non ricchezza” si ha ancora il concetto di solidarietà e capacità politica da far valere.
    Un grazie di cuore al popolo albanese.
    Detto questo vorrei porre una domanda relativa al numero di medici ed infermieri italiani che stanno supportando le strutture tedesche, francesi, inglesi e di non so quanti altri paesi europei.
    E se li precettassimo imponendogli il rientro in Italia, magari con la prospettiva di un impiego futuro presso le nostre strutture, come la metterebbero tutti questi furboni del Nord europa? Forse loro hanno un bilancio migliore del nostro (tranne le banche ti tutti questi paese) ma sicuramente noi abbiamo la cultura, le competenze e, spero ancora, l’orgoglio per dimostrare che possiamo comunque farcela lo stesso.

  • Giovanni Monastra 29 marzo 2020

    Mentre si scopre – come ha riportato ieri 28 marzo il Corriere della Sera – che il governo Conte ha ignorato l’esistenza di un piano del 2016 per fronteggiare le pandemie in Italia, la piccola Albania ci aiuta concretamente, nonostante anch’essa sia stata colpita dal virus Covid-19. Ricorderemo chi ci è stato al fianco in questo momento molto difficile e chi ci ha ignorato o peggio danneggiato, come il governo democristiano-socialista tedesco.

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