Il sindaco di Messina querelato per vilipendio dal Viminale: “Non mi arrendo, ci vediamo in tribunale”

giovedì 26 marzo 18:53 - di Elsa Corsini

Non si arrende il sindaco di Messina, Cateno De Luca. Neanche di fronte alla notizia di essere stato denunciato dal Viminale per vilipendio. Un’accusa pesante. Che il primo cittadino vive quasi come una medaglia. “Tutto quello che era stato messo in campo dal governo è stato costantemente violato. Avremo modo di parlarne in tribunale signor ministro.Tenga conto che se questo è un avvertimento ne prendo atto ma vado avanti”. Così De Luca in un video postato su Facebook. Rivolgendosi direttamente al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Messina, il sindaco De Luca al ministro: vado avanti

“Non mi fermo”, dice. “Perché non è pensabile che chi sta sopra le nostre teste possa continuare a dileggiare i Comuni. I sindaci e la popolazione”. Lo scrive chiaro e tondo. E poi fa riferimento a un’altra vergogna. Un comunicato diramato il 23 marzo sera. Nel quale, dice, “lei ha dichiarato il falso. E mi assumo la responsabilità di quello che dico. Lei ha dichiarato che era tutto a posto sullo Stretto di Messina. Ma come? Noi abbiamo denunciato 10 persone. Dalle 6 di mattina del 26 marzo c’erano tutte quelle automobili bloccate. Perché nel frattempo era cambiata la normativa. E si era creato quel caos sbloccato in queste ore. Il vostro comunicato ha omesso di dichiarare che c’erano delle persone sequestrate a Villa San Giovanni. Bene signor ministro, lei continui a fare il suo mestiere. Io io continuo a fare il mio e ci vediamo in tribunale”.

Siracusano: io sto con il primo cittadino

Immediata la solidarietà della deputata forzista Matilde Siracusano.  Anche lei di Messina. “Quale sarebbe il torto del sindaco di Messina? Forse quello di difendere con passione la sua città? Forse qualcuno a Roma si impressiona per qualche parola sopra le righe? Lasciatemelo dire: io sto con Cateno De Luca! Nella gestione dell’emergenza Coronavirus il governo e il ministero dell’Interno hanno inanellato un errore dietro l’altro“.

Di idea opposta un altro esponente di Forza Italia.  Il senatore Renato Schifani. “La grave offesa rivolta al ministro degli Interni dal sindaco di Messina, evidentemente preso dalla tensione e dalle oggettive difficoltà territoriali di questi momenti, ha portato a una querela. Che è un atto dovuto. Mi auguro – dice –  che in questo frangente chiunque ricopra cariche istituzionali non si lasci andare a offese. O non condivida pubblicamente tali gesti, perché mai come adesso la collaborazione, il dialogo e il rispetto tra istituzioni sono indispensabili”.

Commenti

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  • roberto bassi 27 marzo 2020

    Ma,Luciana Lamorgese, non ha nulla di meglio o di più importante a cui pensare e a cui dedicarsi?

  • giovanni vuolo 26 marzo 2020

    Sono patetici. Ormai a corto di argomento pensano di risolvere le loro negligenze nelle aule di tribunale. Speriamo che per questi politici, che forse non hanno ancora ben compreso che le persone sono esasperate,venga presto il momento del redde rationem; non hanno compreso che stanno giocando col fuoco e qualche volta, in tribunale, abbiano la sorte dei musicanti di Brema.

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