Il Mes è la più grande fake news europea: cosa si nasconde dietro l’apparenza

mercoledì 25 marzo 10:03 - di Stefano Massari
Mes

Il tema che è al centro del dibattito politico di questi giorni, in Italia come in Europa, è quello del Meccanismo Europeo di Stabilità, in sintesi Mes, visto da molti come lo strumento utile per far fronte alla crisi che stiamo vivendo. Il nostro presidente del Consiglio ha annunciato – chi vi scrive non si ricorda se lo ha fatto utilizzando una diretta facebook o da Barbara D’Urso – che occorre utilizzare tutta la “potenza di fuoco” di questo strumento dare liquidità agli Stati. Un’idea condivisa dal Commissario Europeo Gentiloni e, ovviamente, dal Ministro delle Finanze Gualtieri. La potenza di fuoco alla quale si faceva riferimento è stata stimata in 400 miliardi.

Il Mes all’apparenza è una cosa nobile

Andando oltre la cronaca cominciamo a capire cosa sia il Mes di cui tanto si parla. Creato tra il 2010 ed il 2011 per consentire ai paesi dell’Unione europea di aiutare uno Stato in difficoltà è, per dirla in modo semplice, una specie di fondo condiviso dentro il quale tutti i Paesi mettono dei soldi e dal quale si prelevano i fondi necessari per aiutare un Paese in difficoltà. Visto in questo modo e non considerando le clausole che è necessario rispettare per ottenere quei fondi, il Mes sembra anche una cosa nobile, solidale, insomma una cosa buona ed europea, appartenente a una dimensione del sentire comprensibile a chiunque. Se una persona è in difficoltà ci mettiamo insieme e insieme l’aiutiamo come faremmo tutti noi con un amico. Ma dal 2010 l’economia dell’area Euro è molto cambiata e soprattutto il Mes non è quello che ci raccontano: vediamo il perché.

Ricordare i “Paesi maiali”

Nel 2010 la crisi investiva una piccola economia, quella greca, che rischiava di contagiare altri paesi come l’Italia, la Spagna ed il Portogallo. Per identificare questi paesi fu coniato un acronimo che testimonia come poche altre cose il livello di eleganza e lo spessore intellettuale che si respira a Bruxelles. I paesi in questione vennero chiamati PIGS, che tradotto dall’inglese vuol dire “Paesi maiali”. Ve lo ricordate vero? Acronimo a parte allora vi erano due categorie di Paesi, i Paesi soldi con economie forti e conti in ordine ed i Paesi a rischio fallimento. I primi si sarebbero presi cura degli altri, in una logica di mutuo soccorso. Ovviamente, quanto accaduto in Grecia testimonia a tutti cosa si intende per mutuo soccorso in Europa.

Come si fa fronte alle perdite

Torniamo ai giorni nostri e concentriamoci su alcune cose che differenziano questa crisi da quella del 2010. Oggi non ci sono Paesi solidi e Paesi non solidi. Oggi ci sono Paesi in difficoltà, Paesi in grande difficoltà e Paesi in grandissima difficoltà. Nella crisi innescata dal Coronavirus nessuno riesce ad aiutare nessuno. Il PIL dell’area è di 16.000 miliardi di euro, se l’economia dell’UE si ferma per un mese si rischiamo di perdere 1.000 miliardi di PIL. Come facciamo fronte a queste perdite? Con i 25 miliardi della “manovra senza precedenti” annunciata da Conte o con i 150 miliardi messi in campo dal governo tedesco? E se la crisi dovesse andare avanti per 2, 3, 4 mesi? Come può l’Italia che ha un debito pari al 138% del PIL o la Francia che viaggia con un rapporto pari al 100% supportare l’economia? Al cospetto di questi problemi gli europeisti di ogni ordine, grado e latitudine si sono uniti per darci la soluzione. Utilizziamo il MES, sta li la soluzione della crisi. Sono li le risorse da utilizzare, è li “potenza di fuoco”.

Chi lavora con le imprese si rende conto

Bene. Chi vi scrive non insegna storia contemporanea e non ha scritto libri su Palmiro Togliatti, non può vantare in altri termini le specifiche competenze economiche del nostro Ministro delle Finanze, non è l’avvocato del popolo, non guarda Barbara d’Urso e non ha mai fatto dirette Facebook. Chi vi scrive è abituato a lavorare con le imprese e sa che come prima cosa occorre andare a leggere i bilanci per capire di cosa si parla quando si parla di soldi. Perché è il bilancio che fa la differenza tra il possibile e l’auspicabile, tra la realtà e le aspirazioni o, peggio ancora, i sogni. Provate a farlo anche voi. Sito del MES:

 

https://www.esm.europa.eu/publications/esm-annual-report-2018

 

In basso, scritto piccolo piccolo c’è un link: EMS Annual Report 2018. Aprite quel link e andate a pagina 78. Li si spiega che cosa è il MES, ovvero un fondo con un capitale di 704 miliardi di euro dei quali ne sono stati versati 74. I restanti 624 Miliardi sono “SUBSCRIBED CAPITAL UNPAID” che in parole povere vuol dire capitale sottoscritto e non versato.

Il Mes e la scatola vuota

Quindi che cosa è il Mes? Dal punto di vista finanziario è una scatola vuota, ha una disponibilità reale utile a salvare al massimo qualche economia marginale del nostro continente. E’ uno strumento assolutamente inutile per fronteggiare una crisi immensa come quella che ci apprestiamo a vivere. Il Mes, per avere una disponibilità vagamente correlata alle esigenze dell’area Euro, dovrebbe chiedere agli Stati, agli stessi Stati che dovrebbe aiutare, di versare 624 Miliardi di euro. Per l’Italia, che del Mes detiene il 18%, corrisponde ad un conto di 112 miliardi. Vi è chiaro di cosa stiamo parlando? Più di 4 volte la manovra “senza precedenti” annunciata da Conte. A cosa serve leggere il bilancio del Mes? A capire quello che è realmente, ovvero uno strumento il cui unico fine è quello di imporre politiche restrittive, simili a quelle imposte alla Grecia, a tutti o quali i paesi dell’Ue, Germania esclusa ovviamente.

Commenti

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  • rudiproietti 25 marzo 2020

    Restituire i 58 miliardi versati dall italia nel m.e.s.

  • Paolo Ferlini 25 marzo 2020

    Perdonate, anche io non ho lauree in economia o giurisprudenza ma una cosa la so! Se i soldi da versare nel MES sono ancora in tasca nostra di cosa stiamo parlando. Ce li teniamo, li usiamo come meglio vogliamo senza chiedere niente a nessuno e poi, a crisi risolta, ne discutiamo.
    Stessa cosa per i versamenti annuali alla UE in cui versiamo più di quanto riceviamo, ora li usiamo noi e poi vedremo cosa fare.
    Olanda, Germania, etc. ora sono fenomeni ma il virus arriverà anche da loro con la stessa potenza con cui ha investito noi, e forse ancor di più in quanto hanno dimostrato di essere anche peggio del nostro governo. Dopo vedremo se verranno a piangere aiuto e se saranno così rigidi nelle cose dell’UE.

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