Il coronavirus è come la terza guerra mondiale. E la sta vincendo la Cina: le mosse di Xi

mercoledì 25 marzo 12:20 - di Tito Flavi

L’epidemia da cornavirus la possiamo considerare a tutti gli effetti come una sorta di terza guerra mondiale. Nulla sarà più come prima. L’economia, i rapporti, la società del mondo sono stati irrimediabilmente stravolti.  «È chiaro che il mondo – afferma l’economista Lucrezia Reichlin – dopo questa crisi sarà diverso da quello che abbiamo conosciuto e la ricostruzione andrà pensata in modo nuovo».

In questa fase, chi dimostra i riflessi più pronti sono proprio quelli che si preparano al dopo-coronavirus. I riflessi prontissimi li dimostra innanzi tutto la Cina. In questi giorni stiamo infatti assistendo a una sorta di offensiva di pace lanciata Xi Jinping a livello mondiale, ma soprattutto a livello europeo. Dopo gli aiuti all’Italia a suon di medici e attrazzature varie, il leader cinese ha inviato una lettera ad Angela Merkel dai toni saudenti. «Se la Germania ha bisogno, la Cina è pronto ad aiutare. Le sfide sanitarie sono sfide comuni per l’umanità. Unità e cooperazione sono l’arma più potente».

Questa mossa cinese è funzionale alla strategia di Xi Jinping di accreditare il suo Paese come il baricentro del nuovo ordine mondiale del post-coronavirus. Funzionale è anche e soprattutto la politica degli aiuti internazionali lanciata dopo la fine dell’allarme coronavirus in Cina. È quello che fece l’America alla fine della Seconda guerra mondiale in favore di Paesi in difficoltà nonché bisognosi di ricostruzione economica.  A questa missione di costituire il perno di un nuovo ordine mondiale si sta sottraendo l’America di Donald Trump, che sembra pensare in primo luogo agli interessi nazionali degli Usa.

Ma se è così, la terza guerra mondiale, la guerra del coronavirus la sta vincendo la Cina.

Le autorità cinesi provano ora a dire che il virus possa essere stato “importanto” dalla Cina con le Olimpiadi militari che si sono svolte a Wuhan nell’ottobre del 2019. E provano anche a tirare in ballo l’Italia citando un’osservazione di Giuseppe Remuzzi, direttore del centro ricerche farmacologiche del Mario Negri di Bergamo, secondo il quale «i nostri medici di base ricordano di aver visto casi gravi e strani di polmonite dicembre e già a novembre» sarebbero state registrate nel nostro Paese già nel novembre del 2019. È la seconda mossa di Xi: cambiare le carte in tavola.

Ma questa è la corretta c+sequenza degli eventi. Come la ricostruisce il Corriere della Sera di ieri.È dal dicembre del 2019 che i medici cinesi cominciano a notare l’insorgenza di «polmoniti anomale». I pazienti sono tutti collegati al mercato della carne selvatica di Wuhan. Ma è solo il 31 dicembre che la Cina avverte l’Organizzazione mondiale della sanità dell’esistenza del nuovo morbo. Il 1 gennaio circa 170mila persone partono da Wuhan. La città è un importante snodo ferroviario e aeroportuale della Cina. E vi abitano 11 milioni di persone. Molti cinesi si spostano per in occasione delle festività del Capodanno lunare. Wuhan è isolata e blindata solo il 21 gennaio. In tre settimane vi sono transitate 7 milioni di persone.

È un fatto poi che a Wuhan convergono 9mila persone in occasione delle Olimpiadi militari. E molte di loro possono essersi recate al mercato della carne selvatica, che rappresenta un’attrazione turistica. Di queste, un numero imprecisato (ma presumibilmente alto) può aver contratto il virus e averlo quindi portato in patria.

 

 

Commenti

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  • Giorgio Minto 26 marzo 2020

    Sono convintissimo che il coronavirus sia stato sviluppato in laboratorio dai cinesi. E’ stato diffuso per primo nei paesi con aree industriali come la Corea, Nor Italia, Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna e via via glialtri. Una volta che queste nazioni vengono stremate dalla loro arma di battaglia ossia il coronavirus, diventeranno dei bocconi apetibili per chi è diventata una potenza economica facendo lavorare il popolo cinese come schiavi senza diritti e senza regole ambientali.
    Altro che la via della seta ? questa è la loro strategia.

  • Gran Turco 26 marzo 2020

    TUTTI I POLITICI CHE NEL TEMPO HANNO VOTATO TAGLI ALLA SANITA’ (MENTRE DOVEVA ESSERE POETNZIATA ED ADEGUATA A FRONTEGGIARE GRAVI
    EVENIENZE COME QUELLA CREATA DAL CORONAVIRUS) DOVRANNO RISPONDERE A TERMINI DI LEGGE PER ALTO TRADIMENTO.

  • federico fiammetta 26 marzo 2020

    e vi svegliate oggi? leggete i vs titoli di gennaio e febbraio, quando l’epidemia era in arrivo? quali sia pur minime precauzioni hanno preso i vs governatori?

    • Francesco Storace 26 marzo 2020

      Sono stati linciati dal governo. Hai vuoti di memoria?

  • ANTONIO GIOVANNETTI 25 marzo 2020

    Sempre meglio che sia la Cina a vincere la guerra, piuttosto che l’europa.

  • Paoletto 25 marzo 2020

    Stiamo per cadere nelle mani della Cina cioè del comunismo. Mi auguro che non si avveri.

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