“Ha dei tatuaggi”. Carabiniere via dall’Arma. Il Mosap protesta

19 Mar 2020 15:25 - di Redazione

Dopo la vicenda che ha visto protagonista un appuntato scelto dell’ Arma dei Carabinieri, un 42enne della provincia di Bari, (a cui è stata notificata martedi scorso la  ”perdita del grado per rimozione per motivi disciplinari”, così recita il provvedimento, e ”non meritevole di conservare il grado”, a causa si legge di ”tatuaggi particolarmente vistosi” sugli avambracci), interviene, a sostegno del Nuovo Sindacato Carabinieri che ha denunciato la vicenda, il segretario generale del sindacato di polizia Mosap, Fabio Conestà che stigmatizza tale provvedimento ”assolutamente sconcertante specialmente in piena emergenza come sta vivendo il nostro Paese”.

Il presidente del Mosap: “Scelta incomprensibile”

“In questo momento in cui c’è bisogno di più controllo da parte di tutte le forze dell’ ordine e dell’ esercito, l’Arma dei Carabinieri a seguito di un provvedimento scaturito dalla Commissione di Disciplina del 7 dicembre scorso, allontana un bravo appuntato scelto solo perché ha i tatuaggi. Insomma alla stregua di un delinquente o di un soggetto che nuoce gravemente all’ Arma?”, si chiede Conestà. Una decisione, quella dell’Arma ”che rattrista anche perché oramai i tatuaggi, e diciamolo pure chiaramente, spesso sono il segno evidente anche nelle forze dell’ordine e nell’ esercito come nella Marina e nell’ Aeronautica. Se così fosse, Inghilterra, Francia  e Stati Uniti si troverebbero senza né forze di polizia né tantomeno esercito”. Siamo solidali, conclude Conestà ”con il collega dell’ Arma, perché è ancora un carabiniere e con il Nuovo Sindacato Carabinieri”.

ci chiediamo allora se analogo procedimento verrà allora avviato nei confronti delle decine e decine di militari in servizio in taluni reparti operativi nei quali il rito del tatuaggio è non solo una tradizione, ma anche un modo per mimetizzarsi tra la gente nel corso di operazioni finalizzate alla repressione della criminalità”.

Il sindacato dei carabinieri: “E i generali coi tatuaggi?”

Dura anche la nota del Segretario Generale del Nuovo Sindacato Carabinieri Massimiliano Zetti. Il quale chiede ai vertici dell’Arma “se il Comandante dell’Accademia Militare di Modena generale Rodolfo Sganga che esibisce un vistoso tatuaggio sull’avambraccio sinistro, sia mai stato ripreso disciplinarmente, se altri militari dell’Arma, compreso quello che svolge servizio di autista ad un Comandante di Legione debba preoccuparsi oppure egli sarà intoccabile”.

“Ci chiediamo perché questa caccia alle streghe avviene solamente in un determinato Comando di Corpo dove stiamo seguendo altri casi simili. Mentre altri 19 Comandanti di Legione tollerano la situazione in quanto consci di una “vacatio legis” sul tema e che riguarda chi li esibisce da 20 anni?”

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